
Secondo Umberto Tarantino, ordinario di malattie dell'apparato locomotore all'università Tor Vergata di Roma, c'è ''una sottostima'' del problema, poiché ''solo le statistiche relative alle fratture femorali, ad oggi, sono affidabili'', mentre quelle relative alle altre fratture da fragilità (omero, polso) non lo sono. Questa situazione ''porta ad una mancata diagnosi e quindi ad un mancato trattamento''. Gli esperti hanno rilevato anche che nella popolazione manca la consapevolezza della malattia e del suo portato invalidante. ''Secondo un sondaggio - ha sottolineato Tarantino - il 32% degli italiani non sa che esistono terapie per la cura''. Mentre, per Jean Yves Reginster dell'International Osteoporosis Foundation (Iof) ''solo il 19% delle donne con una frattura riceve un trattamento per l'osteoporosi e 8 donne su 10 non credono di essere a rischio di incorrere nella malattia''.''Occorre normalizzare l'accesso alle cure per l'osteoporosi nell'Unione Europea, e in questo campo l'Italia è in prima fila''.

Al via il primo corso nazionale dedicato agli ortopedici per riconoscere le lesioni sospette e attivare tempestivamente la rete di protezione delle vittime.

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