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Garattini: bene negli Stati Uniti, niente assunzioni ai medici che fumano

Garattini: bene negli Stati Uniti, niente assunzioni ai medici che fumano
Medicina Generale

 E spiega: 'I medici sono considerati i depositari delle conoscenze sulla salute e sulle malattie: se loro fumano, vuol dire che i danni non sono poi cosi' importanti'.
'Si e' parlato di crociata contro i fumatori di attentato alla liberta' individuale, di estremismo americano - aggiunge -. Ma se si vuole entrare nel merito non vi e' dubbio che si tratti di una presa di posizione perfettamente razionale. Si deve ricordare che, per quanto lecito, il tabacco e' una droga e non delle piu' 'leggere'. Induce dipendenza ed e' responsabile non solo dell'induzione del tumore del polmone su cui si appuntano normalmente le paure dei fumatori, ma anche di altri tipi di tumore come ad esempio quelli delle vie digestive, del pancreas e della vescica. Solo in Italia il tabacco e' responsabile di oltre 70.000 morti all'anno.
Non solo, ma spesso si dimentica l'impatto che ha il fumo sul sistema cardiovascolare dove aumenta il rischio di infarto cardiaco e di ictus cerebrale. Per non parlare degli effetti del tabacco sul sistema respiratorio dove determina bronchite cronica ostruttiva ed enfisema'.
'Spesso - conclude Silvio Garattini - si obietta: ma i morti da tabacco rappresentano un problema individuale e quindi attiene alla liberta' di ognuno decidere i propri comportamenti. Con l'avvento del Servizio Sanitario Nazionale non e' piu' cosi', perche' il fumatore incide fortemente sulle risorse della comunita'. Se i dodici milioni di italiani che ancora oggi fumano smettessero per incanto, si potrebbe ridurre il numero delle chirurgie toraciche e tutta una serie di servizi diagnostici e terapeutici oggi destinati alle malattie indotte dal fumo'. Clicchi qui per essere informato.
 

Medicina Generale
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Esami del sangue, il digiuno potrebbe non essere necessario per tutti gli analiti

Teresa Brusco · 13/10/2026 15:11
Il digiuno prima del prelievo viene spesso richiesto come misura standard per ridurre la variabilità preanalitica, ma non tutti gli esami sembrano risentirne in modo clinicamente significativo. Un ampio studio condotto su 101.148 pazienti adulti, mostra che la durata del digiuno ha superato le soglie di rilevanza analitica per un numero limitato di parametri. Le differenze confermate nei confronti all’interno dello stesso paziente hanno riguardato 10 analiti, tra cui glucosio, trigliceridi, γ-glutamil transferasi e lipasi.
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