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Studio Tor Vergata, insulina da cellule epatiche. I trent’anni della Federazione nazionale diabete giovanile

Diabetologia

Se il progetto della Fdg raggiungerà il suo obiettivo, le persone con diabete saranno libere dalla necessità di iniettarsi l'insulina più volte nel corso di una giornata. "Stiamo lavorando al progetto da cinque mesi - spiega Giorgio Federici, direttore del dipartimento di medicina di laboratorio del policlinico universitario Tor Vergata di Roma - e da un punto di vista teorico stiamo facendo un ottimo lavoro, anche se ci vorrà molta pazienza per riuscire a vedere un risultato concreto. Abbiamo prodotto, con tecniche biotecnologiche, proteine PDX1 e NeuroD e le abbiamo messe a contatto con le cellule epatiche, cercando di proteggerle dagli enzimi proteolitici per consentire loro di arrivare fino al nucleo della cellula, perché il rischio è che si fermino a livello del citoplasma rendendo nullo in tentativo.

Quindi - ha concluso - dovremo verificare se ci sarà produzione di insulina". La Fdg festeggia intanto i trent'anni di attività. La Federazione raggruppa 13 associazioni di pazienti in rappresentanza di oltre 20mila malati con diabete di tipo 1. "Il diabete non colpisce solo il malato ma tutta la famiglia - ricorda Antonio Cabras, presidente Fdg - per questo è importante la stretta collaborazione con le Istituzioni e le organizzazioni sanitarie territoriali, è un dovere improcrastinabile per qualsiasi società civile".

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La Federazione mira per il futuro all'autogestione del paziente. "Abbiamo insistito - spiega Cabras - sulla necessità che il giovane con diabete apprenda alcuni fondamentali passaggi della sua terapia come la misurazione della glicemia, la somministrazione dell'insulina, una corretta alimentazione, una sana attività sportiva". Oggi in Italia ci sono tre milioni e mezzo di persone colpite da diabete, ovvero il 6% della popolazione generale. Ma il dato è probabilmente superiore, infatti un diabetico su tre non sa di esserlo. La Sardegna è la regione più in difficoltà: ci sono infatti 42 casi ogni 100 mila abitanti. I pazienti colpiti dalla patologia, nel mondo, erano 120 milioni dieci anni fa. Il numero è salito oggi a 270 milioni e di questo passo saranno 400 nel 2020: ogni cinque secondi, nel mondo, una persona sviluppa il diabete. Dati non meno allarmanti per il diabete giovanile: 14 mila bambini colpiti tra 0-14 anni, 20 mila tra 0-18. Il numero dei casi aumenta ogni anno del 3,6%. "Il diabete è una pandemia annunciata - avverte Antonio Cabras, presidente Fdg - ora sta a noi intervenire".
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