
Il disegno dello studio prevedeva la somministrazione "in cieco" dei due differenti dosaggi di dabigatran (i pazienti e i clinici non sapevano quali pazienti erano trattati con dabigatran 150 mg e quali con dabigatran 110 mg) e in "aperto" la somministrazione di warfarin (i pazienti e i clinici sapevano quali pazienti erano trattati con warfarin) con aggiudicazione degli eventi per tutti e tre i gruppi dei pazienti in trattamento "in cieco", ovvero gli esaminatori non sapevano che farmaco assumessero i pazienti al momento della valutazione degli eventi occorsi durante il periodo di osservazione previsto dallo studio. Le nuove conclusioni sono significative perché warfarin, che finora ha rappresentato lo standard terapeutico, e' noto per la sua interazione con numerosi farmaci, tra cui molti comuni trattamenti metabolizzati dal Citocromo P450. Inoltre, a circa un paziente con FA su cinque, viene prescritta una terapia antipiastrinica concomitante a warfarin, per condizioni quali una coronaropatie croniche e acute o per l'impianto recente di uno stent coronarico. La sicurezza della terapia antipiastrinica, in concomitanza con l'uso di anticoagulanti, e' una delle preoccupazioni dei medici dal momento che la somministrazione congiunta dei due tipi di farmaci ha e' associata a un aumento di sanguinamenti maggiori rispetto ai casi in cui gli anticoagulanti sono utilizzati da soli.
Bibliografia
Shimoli V. et al. Cost-Effectiveness of Dabigatran for Stroke Prophylaxis in Atrial Fibrillation. Circulation. 2011;123:2562-2570
Avorn J.Cost-The Relative Cost-Effectiveness of Anticoagulants. Obvious, Except for the Cost and the Effectiveness. Circulation. 2011;123:2519-2521.




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