|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Scegli un Argomento
Scegli uno degli Argomenti da approfondire tra quelli più cliccati.
Non hai trovato nulla di tuo interesse? Cerca con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutti gli Argomenti facendo click su
Mostra Tutti
.
Scegli una Specializzazione
Clicca su una delle Specializzazioni per accedere a contenuti riguardanti esclusivamente la Specializzazione selezionata.
Non hai trovato la tua Specializzazione? Cercala con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutte le Specializzazioni facendo click su
Mostra Tutte
.
?

Con i nuovi ticket, il privato costerà meno della sanità pubblica

Sanità pubblica

 Si prenda in considerazione, ad esempio, le analisi del sangue e le visite specialistiche che milioni di italiani fanno più o meno regolarmente presso i servizi laboratoristici e gli studi specialistici pubblici o privati. Nel 2009 arriva, per le regioni sottoposte a Piano di Rientro l’obbligo di aumento dei ticket sulle analisi di laboratorio e sulla specialistica. Tale incremento di 4 euro si aggiunge ai ticket fino a quel momento applicati su ciascuna impegnativa di analisi di laboratorio fino ad un massimo di ticket di 36,15 euro e sulle impegnative di visita specialistica il cui costo ticket era già di 20,66 euro. Il paziente non esente quindi, che si rivolgeva nel 2009 allo sportello della Asl  con una impegnativa contenente in media 5 o 6 analisi da fare fino ad un massimo di 8, avrebbe dovuto sostenere alla cassa un costo complessivo massimo di ticket pari a 40,15 euro. Ma che succedeva se lo stesso paziente si presentava allo sportello di un laboratorio privato o convenzionato? Che il laboratorio privato  per fargli lo stesso prelievo di emocromo, il cui costo è di 4,15 euro, gli faceva risparmiare i 4 euro di ticket di cui al Piano di Rientro dal disavanzo sanitario. Una vera e propria anomalia, destinata ad assumere dimensioni più significative. Con la manovra 2011, infatti, le cose peggiorano. Il ticket sanitario, da strumento di sanzione per le regioni meno virtuose, diventa strumento per far cassa ed è rivolto a tutti, per un costo aggiuntivo di 10 euro. Sebbene con qualche distinguo importante, alla fine le regioni impongono la maggiorazione di 10 euro ad impegnativa. A questo punto, nel Lazio per esempio, lo stesso paziente per fare l’emocromo spenderà 4,15 di ticket ante 2009, 4 euro di ticket per il rientro dal disavanzo sanitario e 10 euro di ticket per il rientro nei parametri di Maastricht. 18,15 euro in tutto. Lo stesso paziente andrà alla struttura privata che gli farà pagare 4,15 o poco più. Gran parte delle analisi, in sostanza, tranne quelle legate a patologie gravi  e molto costose che si continuano a fare rigorosamente presso gli ospedali, sono letteralmente crollate, in termini di affluenza, nelle strutture pubbliche in favore di quelle private. Oggi il paziente si presenta allo sportello Asl per sapere i prezzi e valutare se e dove andare. I bigliettini della fila rimangono nella macchinetta, le sale di aspetto vuote,  e il pubblico dichiara forfait. I conti sono presto fatti: nessun reale flusso di gettito in più mentre il gettito previsto sui ticket della laboratoristica crolla. E pensare che c’era stato un momento in cui per efficientare il sistema si era deciso di ridurre il numero dei laboratori, soprattutto quelli privati e pubblici di piccole dimensioni, perché sotto una certa soglia la letteratura internazionale, considera inefficiente e addirittura rischiosa la loro gestione. Nell’esperienza della Regione Lazio per esempio, l’ultimo decreto (decreto del Commissario ad Acta n.  54/2010) individua il minimo, per la verità in forte riduzione rispetto al precedente atto del 2007, in 200 mila esami nel triennio 2011-13 e in 100 mila nel 2011. Il quadro a questo punto si ribalta e per via dei ticket e della riduzione della soglia minima, il precedente obiettivo di accentrare le analisi sulle strutture ospedaliere attive o sui grandi centri privati viene abbandonato in favore della laboratoristica privata sotto casa. Sulle visite specialistiche e radiologiche di base (orto panoramiche, RX), se possibile è anche peggio, perché contro i 34,66 euro attuali del pubblico (20,66 + 4 + 10 nell’esempio), l’offerta privata diventa molto vantaggiosa già a 26 euro con una perdita di potere d’acquisto  per i cittadini di oltre il 35% rispetto al 2009.  Senza andare troppo in là con le valutazioni e aspettando l’ennesimo aumento già preannunciato sui ticket, prendiamo atto del cambiamento e rileviamo che su questo tema si è abbandonata la logica di una programmazione sanitaria che si struttura per rispondere ai bisogni indotti principalmente dalla domanda del paziente. Il modello in pista invece richiama alla capacità imprenditoriale di offrire un pacchetto sanitario anche al di là della manifestata esigenza di sanità. Il laboratorio sotto casa o lo studio polispecialistico di quartiere sarà indotto a offrire, al pari dei last minute dell’agenzia di viaggio, pacchetti e cicli di esami e visite con sconti e prezzi vantaggiosi, favorendo un aumento indotto della complessiva domanda di sanità. A quel punto il rischio è che diventerà più complicato garantire la copertura dei reali fabbisogni sanitari della collettività e che in ultima istanza salti, per effetto domino, il principio universalistico e solidale del sistema sanitario italiano, che nonostante le molte distorsioni, rimane comunque saldo al secondo posto nella graduatoria dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

pubblicità

Tommaso Antonucci, economista (Terra)

Sanità pubblica
Commenti
GP
Giuseppe Peluso
La vera soluzione sarebbe una gestione privata della sanità con controlli pubblici. Facile facile. Ma a chi converebbe una sanità affidabile e nello stesso tempo a costi contenuti?
Rispondi
18/09/2011 22:11
AF
Aldo Mario Fei
Non ho mai letto una serie più ridicola di stupidaggini inanellate una in fila all' altra. Ma caro il mio "economista", non facevi prima a dire "il privato mi fa schifo" (opinione discutibile ma legittima) invece di scrivere un' Odissea tanto sconclusionata? E invece dove li vai a tirare fuori questi ragionamenti? La "letteratura internazionale" qual'è? Ho un sospetto su questo.. Vieni nel mio studio di diagnostica a vedere come facciamo gli esami, altro che pubblico! Ma per te che il Paziente trovi dei servizi a breve distanza è un male? Che possa SCEGLIERE dove andare è un male? Ma secondo te una struttura privata fa un emocromo a 4 Euro? Fammela conoscere, sono curioso. Non ti viene in mente che il primo elargitore di esami "ad minchiam" sia proprio la Sanità Pubblica? Che il più grande pozzo senza fondo di sprechi sia proprio la Sanità Pubblica? Visto che fai una analisi comunque "Laziocentrica" prova a capire perchè lì si è arrivati a quella situazione invece di prendertela con il Privato. Si, con la P maiuscola. E poi ricordati che se la gente va a fare esami "un tanto al chilo" non è perchè i centri medici mettano le reti fuori dalla porta per accalappiare i Pazienti come pesci; sia privatamente che con il Sistema Sanitario Nazionale si deve avere una ricetta per poter fare qualsiasi cosa. Sai che gliene frega al Paziente se la struttura è privata o pubblica. Sai cosa si può fare? Aboliamo il privato e rendiamolo fuorilegge. Vivremo in un mondo fantastico.. qualcuno ci ha già provato. Ma forse preferisci farti paladino di quei "grossi centri" che vivono ormai solo di spesa pubblica... Ah, ho capito.. Beh libero tu di andare dove vuoi e i miei Pazienti di venire da me. Ciao!
Rispondi
13/09/2011 17:54
ES
Edda Serra
che novità! Come se non si sapesse da sempre che la sanità pubblica è molto più cara di quella privata! E comunque resta un pozzo senza fondo in cui è francamente inutile versare ancora denaro pubblico. Non sarebbe meglio lascaire gestire il tutto ai privati, ponendo quale codnizione vincolante per il rinnovo di anno in anno, la soddisfazione del paziente?
Rispondi
13/09/2011 17:50

I Correlati

Sanità, oltre 22 euro su 100 pagati direttamente dalle famiglie
Sanità pubblica
Leggimi

Ultime News

Ti potrebbero interessare
PNRR Salute verso il traguardo, restano tre obiettivi da chiudere
Sanità pubblica
PNRR Salute verso il traguardo, restano tre obiettivi da chiudere
Rendicontati 27 dei 30 obiettivi della Missione 6. Restano da certificare posti letto di terapia intensiva, Case e Ospedali di Comunità
Liste d'attesa, Cittadinanzattiva: tutele positive, ma mancano risorse
Sanità pubblica
Liste d'attesa, Cittadinanzattiva: tutele positive, ma mancano risorse
Promossi stop alle liste chiuse e percorsi di garanzia. Ma il PNGLA parte senza nuove risorse e lascia alle Regioni scelte decisive per l'attuazione
Schillaci: "Governo stabile, in sanità risultati importanti"
Sanità pubblica
Schillaci: "Governo stabile, in sanità risultati importanti"
Il ministro rivendica l'aumento del Fondo sanitario a quasi 143 miliardi, gli interventi sulle liste d'attesa e il potenziamento dell'assistenza territoriale
Anaao: "Governo da record, ma per la sanità poco da festeggiare"
Sanità pubblica
Anaao: "Governo da record, ma per la sanità poco da festeggiare"
Di Silverio: la stabilità politica non si è tradotta in stabilità per il SSN. Personale, salari e organizzazione restano le principali criticità

Siamo oltre 250.000 medici: aggiornati e informati.

Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.