Un ordine del giorno che impegna il governo a ''garantire il puntuale rispetto delle procedure e dei soli requisiti sostanziali per la registrazione semplificata dei medicinali omeopatici'', cosi' come previsto dal Codice Comunitario per i medicinali per uso umano (articolo 16 del decreto legislativo n. 219 del 2006). E' stato votato a Montecitorio lo scorso 28 settembre su proposta della Lega (primo firmatario on Enrica Rivolta) e parlamentari di Pdl. Nel testo dell'odg si fa notare che cosi' come formulate le linee guida dell'Aifa, avallate dal ministro della Salute Ferruccio Fazio, sui requisiti di qualita' e di sicurezza necessari per la registrazione semplificata dei farmaci omeopatici, ''finiscono per sottoporre le procedure di registrazione semplificata a requisiti di sicurezza ulteriori a quelli prescritti dal Codice comunitario''.
''Abbiamo a cuore da sempre le sorti delle nostre piccole e medie imprese - ha detto Laura Molteni, esponente del Carroccio in commissione Affari Sociali alla Camera, tra i proponenti l'Odg - e introdurre ulteriori vincoli oltre a quelli gia' previsti dalla normativa europea non farebbe altro che rischiare di penalizzare le nostre aziende rispetto a quelle degli altri paesi, le quali peraltro stanno gia' facendo il loro business sul nostro territorio. Dobbiamo essere attenti alla sicurezza dei farmaci, certamente, ma non farci soffocare dalla burocrazia''.
Presentati da Johnson & Johnson in occasione della Digestive Disease Week di Washington i risultati dei tre studi registrativi sul trattamento di colite ulcerosa e malattia di Crohn
Via libera da Aifa, riduce i sintomi intestinali senza l'uso di steroidi
Lo studio sperimentale di fase III è stata la più ampia sperimentazione sulla fibrosi polmonare idiopatica (IPF) ad oggi mai condotta, in corso presso circa 400 centri e in oltre 30 Paesi
Lo rivela la prima analisi globale sull'argomento pubblicata sulla rivista The Lancet e condotta dal Global Research on Antimicrobial Resistance (Gram) Project
Il parallel trade consente di importare medicinali da Paesi UE dove costano meno. In Italia il fenomeno resta limitato rispetto ad altri mercati europei.
Rapporto PGEU: nel 70% degli Stati Ue la situazione non migliora e nell’11% mancano oltre mille farmaci. In Italia carenze in crescita del 4,8% in un anno.
Dopo Farmindustria, anche le aziende dei farmaci fuori brevetto intervengono sui trend della spesa. “Equivalenti e biosimilari essenziali per la sostenibilità del Ssn”.
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