Studiati per combattere il dolore, utili per prevenire i tumori. L'uso regolare di comuni farmaci antifiammatori sembra ridurre il rischio di cancro al seno. E' la conclusione di uno studio internazionale pubblicato sul 'Journal of the National Cancer Institute', condotto analizzando i dati relativi a 2,7 milioni di donne.
Sono stati molti, infatti, gli studi che in passato hanno tentato di chiarire il ruolo dei medicinali antidolorifici nella prevenzione del carcinoma mammario. Quest'ultima ricerca ha passato quindi in rassegna i risultati di 38 di queste indagini, combinandone i dati per fotografare meglio il fenomeno. Pare infatti che sia l'acido acetilsalicilico (principio attivo dell'Aspirina*) che l'ibuprofene, comunemente impiegati contro mal di testa o dolori articolari e appartenenti alla categoria degli antinfiammatori non steroidei (Fans), siano in grado di interferire con le infiammazioni presenti nell'organismo e che questa loro abilità abbia effetti positivi contro i tumori.
Presentati da Johnson & Johnson in occasione della Digestive Disease Week di Washington i risultati dei tre studi registrativi sul trattamento di colite ulcerosa e malattia di Crohn
Via libera da Aifa, riduce i sintomi intestinali senza l'uso di steroidi
Lo studio sperimentale di fase III è stata la più ampia sperimentazione sulla fibrosi polmonare idiopatica (IPF) ad oggi mai condotta, in corso presso circa 400 centri e in oltre 30 Paesi
Lo rivela la prima analisi globale sull'argomento pubblicata sulla rivista The Lancet e condotta dal Global Research on Antimicrobial Resistance (Gram) Project
Avis richiama l’attenzione sulla filiera del plasma: domanda in crescita e dipendenza dal mercato estero per una quota rilevante di farmaci salvavita.
Il documento ISS del 3 febbraio non è una notizia. Ma torna attuale mentre AIFA apre il fronte della prescrittomica: dati solidi, ma ancora separati dalle scelte terapeutiche.
Al Ministero della Salute confronto sulla riforma della distribuzione dei farmaci. Più territorio e prossimità, ma resta centrale l’equilibrio tra accesso e sostenibilità.
Commenti