Attualmente, non esiste alcun vaccino per prevenire l’infezione da virus dell'epatite C (HCV), agente patogeno che ad oggi ha colpito oltre 170 milioni di persone nel mondo. Molti studi hanno dimostrato che la risposta immunitaria delle cellule T gioca un ruolo cruciale nella risoluzione spontanea delle malattie infettive, ed in particolare alcuni di essi hanno evidenziato un potenziale ruolo delle cellule T nel trattamento dell’infezione da HCV.
A tal proposito, è stato effettuato uno studio, successivamente pubblicato su Science Translational Medicine, con l’obiettivo di valutare se sia possibile suscitare una risposta HCV-specifica da parte delle cellule T, applicando una strategia ricombinante mediante l’utilizzo di vettori adenovirali. Lo studio di fase 1 è stato effettuato su un gruppo di volontari sani ed ha previsto la creazione di due vettori adenovirali ricombinanti, costruiti sulla base di sierotipi di adenovirus rari [adenovirus umano 6 (Ad6) e adenovirus scimpanzé 3 (ChAd3)], e caratterizzati dalla presenza di proteine NS di HCV, di genotipo 1B. Entrambi i vettori sono stati in grado di suscitare la risposta da parte delle cellule T, che hanno mostrato di riconoscere ceppi eterologhi, costituiti dai genotipi 1A e 3A.
In conclusione, l’applicazione di una strategia ricombinante basata sull’utilizzo di vettori adenovirali ha dimostrato di essere in grado di aumentare la risposta immunitaria HCV-specifica da parte delle cellule T, e ha consentito di aprire la strada all’implementazione di vaccini profilattici e terapeutici contro tale malattia.
Commissario straordinario, armonizzare azioni nei territori
Le indicazioni per la prossima campagna ricalcheranno quelle dello scorso autunno, quindi l'anti-Covid sarà "raccomandato" a persone di età pari o superiore a 60 anni. Dalla Florida sconsigliano i vaccini mRna
Lo rivela una ricerca sul New England Journal of Medicine
Nello spot di Italia Longeva il rapporto speciale tra nonno e nipote per sensibilizzare sulla importanza della prevenzione vaccinale per difendersi dalle malattie più temibili nella terza età
Dopo il cluster registrato su una nave da crociera, l’Organizzazione mondiale della sanità richiama il tema della sorveglianza epidemiologica e dei cambiamenti ambientali
La Società italiana d’Igiene chiede un intervento urgente per garantire continuità ai sistemi di monitoraggio epidemiologico, dalle arbovirosi al morbillo
Dalla prevenzione globale ai casi importati nel nostro Paese: in 25 anni evitati miliardi di contagi, ma lo stallo preoccupa l’Oms. Iss: ogni anno 700-800 casi in Italia, tutti d’importazione
Colpisce all’improvviso, può evolvere in poche ore e anche nei bambini in apparenza più sani. In occasione della Giornata mondiale, i pediatri di famiglia rilanciano l’importanza della prevenzione vaccinale
Commenti