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Montalcini: siamo vicini alla scoperta dei segreti del cervello

Medicina Generale

Sappiamo già tanto, ma i prossimi decenni saranno decisivi, affermano: si tratta di fare un 'salto' avanti e la sfida è ora arrivare a comprendere chiaramente i meccanismi delle funzioni mentali superiori come il pensiero e l'emotività. Negli studi sul cervello siamo a metà strada: conosciamo infatti abbastanza bene le basi biologiche dei meccanismi cerebrali, ma ancora poco sappiamo delle funzioni mentali superiori. Gli studi in tal senso sono già avviati, con tecniche di ultima generazione come l'imaging, e ci vorrà qualche anno per arrivare a delle conclusioni. Il traguardo, però, si avvicina sempre di più. E lo si comprende dalle parole della Montalcini, nel messaggio inviato al raduno di esperti: ''La sconfinata fiducia dell'uomo nelle sue capacità intellettuali e i successi conseguiti in base a sempre più sofisticate strategie operative - afferma - gli hanno dato la speranza di poter pervenire alla conoscenza non soltanto dell'universo, ma al più arduo compito di scoprire il mistero della mente. La conoscenza dei circuiti cerebrali oggi in nostro possesso è una condizione necessaria per pervenire alla comprensione della mente''. Proprio la mente, commenta, è la ''suprema conquista della materia vivente, alla quale l'uomo deve il privilegio di scalare le vette del bene, la tragica possibilità di sprofondare in quelle del male e di riuscire ad emergere dagli abissi della sofferenza a fronte alta''. Un obiettivo possibile anche secondo il vicepresidente dell'Istituto europeo di ricerca sul cervello Pietro Calissano: ''Forse non potremo mai dire di essere al 100% della conoscenza del cervello, tuttavia i progressi delle neuroscienze negli ultimi 30 anni sono stati enormi - rileva - soprattutto per lo studio degli elementi base, ovvero nella comprensione di come funzionano le cellule nervose e come si organizzano in rete per dare luogo ad esempio ai movimenti o alle percezioni sensoriali. Il problema è, ora, capire come da queste attività emergano funzioni quali pensiero, emotività o memoria e, soprattutto, la coscienza individuale. Confido che nei prossimi decenni si arriverà alla comprensione di ciò''. Questo, anche secondo il neurofisiologo Piergiorgio Strata, resta il ''vero, grande mistero: il mistero è che da un aggregato di molecole si arriva ai sentimenti ed a ciò che definiamo psiche. Ancora - dice - non capiamo quale sia il 'trucco' che fa nascere dolore, amore e sentimenti, anche se sappiamo che esiste una correlazione tra psiche e meccanismi neurobiologici''. E del fatto che i prossimi anni saranno decisivi è convinto pure il direttore del Centro mente-cervello di Trento e professore di psicologia all'Università di Harvard Alfonso Caramazza: ''Siamo oggi più vicini alla comprensione del mistero della mente perchè cominciamo a capire come affrontare lo studio delle funzioni superiori ed abbiamo a disposizione strumenti e tecnologie mirate per farlo''. Una sfida anche dal punto di vista etico: proprio sulle neuroscienze, conclude il vicepresidente del Comitato nazionale di Bioetica (Cnb) e presidente Ecsel Luca Marini, ''è atteso il parere del Cnb. L'ambito delle neuroscienze pone infatti molti delicati interrogativi, prima fra tutte la questione del libero arbitrio''.

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