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Interrogazione a Balduzzi sulla pillola Esmya contro i fibromi uterini. Binetti: potrebbe essere usata come abortiva

Farmaci Redazione DottNet | 10/03/2012 17:04

Una nuova pillola con potenziale abortivo potrebbe arrivare nelle farmacie italiane. A lanciare l'allarme contro un nuovo strumento che, con uso distorto faciliterebbe l'aborto 'fai da te', e' stata Paola Binetti, esponente dell'Udc, che ha sollevato, con una interrogazione al ministro della Salute, il problema legato alla commercializzazione di Esmya, un farmaco indicato per la terapia dei fibromi uterini, ma prodotto con lo stesso principio attivo della pillola dei cinque giorni dopo, l'ulipristal acetato, simile peraltro al mifepristone contenuto nella pillola abortiva Ru486.
 

 Il farmaco, prodotto dall'ungherese Gedeon Richter, dovrebbe iniziare ad essere venduto in Germania e Gran Bretagna gia' da aprile, per arrivare in Italia (e Spagna) non prima del 2013, confezionato in blister di 28 pillole da 5 milligrammi. Il rischio, paventato da Binetti, starebbe proprio li', visto che ''bastano 6 compresse prese insieme per fare i 30 milligrammi di Ellaone, mentre con una decina si supera l'effetto della Ru486''.  Un allarme ''fantasioso'' e ingiustificato, secondo gli esperti, che spiegano come il farmaco innovativo, che ha da poco ricevuto il via libera Ue per l'immissione in commercio, sia atteso con favore dalla comunita' scientifica, visto che, spiega Massimo Moscarini, direttore della ginecologia del Sant'Andrea di Roma, ''si tratta di un progestinico che puo' rappresentare un'alternativa alla chirurgia'' e permettere di ''preservare la fertilita' delle pazienti''.

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Inoltre, aggiunge Silvio Viale, che per primo ha sperimentato in Italia proprio la Ru486, ''sono gia' molti in commercio i farmaci che possono avere effetto abortivo''. Anche ''l'olio di ricino - aggiunge Andrea Genazzani, presidente dell'Associazione italiana di endrocrinologa ginecologica - se preso in dosi massicce puo' indurre l'aborto, come facevano a volte le donne nel passato''.  E in effetti, smorza i toni l'ex segretario alla Salute Eugenia Roccella, ''non possiamo vietare tutti i farmaci che possono essere usati impropriamente come abortivi'', sicura che ''l'Aifa, come ha fatto altre volte, inserira' nel bugiardino tutte le controindicazioni, in particolare su questo fronte delicatissimo''. In ogni caso, e' bene ''tenere alta la guardia'' e sollevare un dibattito che ''vale come allerta per gli organi preposti a vigilare, ma anche per i medici''.

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