La conservazione del complesso areola·capezzolo durante l’intervento di mastectomia rappresenta una soluzione tecnica problematica.
In effetti al fine di ottenere una completa rimozione della ghiandola mammaria, nessun residuo tessutale deve essere lasciato dietro al capezzolo, compresi i dotti galattofori maggiori. D'altro canto la vitalità del complesso areola-capezzolo, privato tout court della vascolarizzazione ghiandolare, risulta fortemente compromessa e occorre un tempo di adattamento dei circoli collaterali suppletivi dermici per garantire l'integrità di questo apparato escretore. È stata suggerita dal Prof. Palmieri una procedura chirurgica che si attua in due fasi. La prima, ambulatoriale, in anestesia locale tumescente con tecnica mini-invasiva di "dissezione-coagulazione" è indirizzata a rendere autonomo il supporto vascolare del complesso areola-capezzolo. Si effettua staccando il peduncolo dei galattofori dal peduncolo mammario e coagulando il plesso vascolare profondo.
Diminuiscono le probabilità di avere almeno due patologie assieme
"Nel mondo reale rallenta la malattia nel 50% dei pazienti"
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Ha effetti positivi sui grassi e gli zuccheri nel sangue
Uno studio dell’Università di Bologna evidenzia come il progressivo abbassamento dei valori e le differenze tra linee guida possano influenzare percezione dei pazienti, scelte cliniche e ricorso alle cure
La malattia colpisce 1 adulto su 4. In vista del World Liver Day del 19 aprile, gli esperti richiamano alla prevenzione e alla diagnosi precoce
Oltre il 77% dei ricoverati ha più di 70 anni e quasi la metà dei reparti è in overbooking. Per gli internisti il problema non è emergenziale ma legato a organizzazione e territorio.
La Commissione sull’Obesità Clinica raccomanda un nuovo approccio, con più sfumature, nel quale vengono usate in aggiunta al BMI anche delle misure del grasso corporeo
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