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Meningite, per bloccarne la diffusione basta la profilassi

Meningite, per bloccarne la diffusione basta la profilassi
Infettivologia

'' La profilassi consiste nella somministrazione per via orale di antibiotici verso i quali il batterio responsabile e' sensibile - spiega l'esperto - l'efficacia di questo trattamento e' molto elevata, e in genere e' considerata sufficiente a evitare ulteriori osservazioni di chi lo effettua. In questo caso e' impressionante il numero di persone su cui e' stata effettuata, probabilmente e' stato difficile stabilire esattamente con chi le persone contagiate abbiano avuto contatti stretti e si e' preferito un approccio prudente". Pur essendo un microrganismo molto temuto, il batterio che causa la meningite non e' in realta' molto contagioso, e si stima che solo nel 2% dei casi ci sia la trasmissione a un'altra persona, mentre il periodo di incubazione varia a seconda dell'agente patogeno tra 1 e 10 giorni, anche se di solito e' inferiore a 4: "E' un microrganismo molto delicato, resiste pochissimo nell'ambiente - sottolinea Rezza - il contagio avviene solo per via aerea e con contatti estremamente stretti. Per avere un'idea si pensi che una volta l'esercito inglese faceva dormire i soldati nelle caserme in due per letto ma con la testa dell'uno vicina ai piedi dell'altro, proprio perche' la distanza che si creava era sufficiente a evitare il contagio".

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In questo caso le indagini per stabilire l'origine del focolaio sono state rese semplici dal fatto che questo si e' originato in un ambiente chiuso, ma se non fosse stato cosi' si sarebbe dovuto cercare il 'paziente indice', il primo ad ammalarsi e a iniziare la trasmissione: "Di solito non si va piu' indietro del paziente indice - spiega Rezza - anche perche' se si facessero tamponi faringei alle persone vicine al primo contagiato si scoprirebbero diversi portatori sani. Il batterio infatti si annida senza sintomi nel 4-5% della popolazione, e solo in alcuni casi scatena la malattia". In Italia la rete di sorveglianza sulla meningite registra ogni anno circa 180 casi, di diversa origine: "Da noi sono piu' frequenti i meningococchi di tipo B e C, mentre in Asia e' prevalente il tipo X - conferma Rezza - per il gruppo C e' disponibile il vaccino, che per il B dovrebbe arrivare a breve".  Il ministro della Salute ha avvertito della situazione gli organismi sanitari internazionali e le regioni che potrebbero trovarsi a ricevere richieste di controlli e di trattamenti di profilassi proprio da parte di quanti sono scesi dalla nave e non hanno ancora ricevuto i farmaci di profilassi per evitare che l'eventuale contagio faccia esplodere la malattia.
Infettivologia
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