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Lo Snami sfida la politica e lancia le sue proposte: via gli incompetenti dai tavoli della sanità. Dieci domande ai leader dei partiti

Sindacato

“Come Snami – spiega Testa - proponiamo una riflessione che deve fondarsi sulle evidenze e sulle considerazioni tratte dal rapporto dell'OMS del 2008, che a sua volta prendeva spunto dalla dichiarazione di Alma Ata del 1978: maggiore eguaglianza nella salute, accesso universale alle cure e centralità della persona. L'esatto contrario di quello che è stato posto in essere negli ultimi decenni, ovvero: centralità dell’ospedale e delle tecnologie, frammentazione dei servizi con al centro dell'attenzione le malattie e non le persone nel loro insieme, tentativi sempre più pressanti di privatizzazione della salute”. In sostanza chiede lo Snami di non imitare una sorta di modello americano il cui fallimento è sotto gli occhi di tutti e di lavorare tutti per salvaguardare il sistema sanitario nazionale pubblico, che in una società civile deve poter assistere tutti. Per fare tutto ciò, secondo Testa,  vanno salvaguardati due principi che dovrebbero diventare due pregiudiziali: “conoscenza dell'assistenza sanitaria del territorio, (appare scarsa quella degli ultimi ministri della sanità e dei loro “consigliori” anche sindacali), e la seria presa di coscienza che troppi “asini” hanno partecipato e continuano a partecipare a vario titolo ed a vari livelli al tavolo della sanità con lo stesso spirito ed intenzioni di chi è seduto ad un banchetto. Faremmo mai aggiustare il motore della nostra vettura a chi cerca il guasto nel bagagliaio e non sa maneggiare una chiave inglese? Certamente no. Allora perché affidarci alla gestione della sanità  a chi al massimo conosce la parte accademica della materia, persegue logiche lobbistiche ed affaristiche e che ha dimostrato scarsa considerazione dei Medici e delle persone malate?”. “Le nostre proposte alla politica che si avvicina alle prossime elezioni sono innanzitutto di non demolire l'attuale assistenza sanitaria territoriale, dando più forza al pubblico  e rilanciamo come suggerimento per il loro programma elettorale le proposte Snami che abbiamo licenziato al Comitato Centrale e Consiglio Nazionale di giugno 2012 a Trapani”, conclude Testa. Lo Snami invia ai leader delle varie formazioni politiche le sue proposte per la riorganizzazione ed integrazione ospedale-territorio, ripropone, articolandole, le 10 domande fatte a suo tempo al Ministro Balduzzi e dichiara la propria disponibilità ad incontrare i leader politici che vorranno “seriamente” parlare di una sanità funzionale e realizzabile.

Lo SNAMI, in considerazione che le  sperimentazioni  relative alle Unità complesse di cure primarie (UCCP) operative sul territorio nazionale non hanno evidenziato alcun significativo vantaggio sulla spesa, sulla prescrizione e  soprattutto sull'assistenza sanitaria ai cittadini e che modelli sanitari che aumentano incondizionatamente l'offerta dilatano la domanda e di conseguenza i costi, propone per la riorganizzazione ed integrazione ospedale-territorio:

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1) Deve rimanere il rapporto duale tra il Medico ed il cittadino che  lo ha liberamente scelto. 

2) Qualsiasi cambiamento  deve essere preceduto da una  reale fase di sperimentazione in cui Il MMG dovrà essere parte attiva ed in cui gli indicatori di processo e di risultato devono essere concordati, monitorati e valutati con le organizzazioni sindacali.

3)         Le Aggregazioni funzionali territoriali (AFT) nella futura convenzione non dovranno  prevedere l'aggregazione forzata ed un numero minimo di partecipanti. 

4) Dovrà essere perfezionata la comunicazione in rete tra gli attori medici accreditati. Devono viaggiare non le persone  ma i dati secondo modalità concordate con le organizzazioni sindacali. La rete non deve avere oneri a carico del medico e i programmi gestionali devono poter colloquiare tra loro. 

5) Rafforzare e rimodulare, perché largamente disattese, le norme che governano le corsie preferenziali per i vari gradi dell'urgenza di esami di  laboratorio, strumentali e consulenze specialistiche.  

7) Curare e pubblicizzare il corretto utilizzo dei servizi sanitari (educazione al cittadino).         

8) Lo Snami propone  progetti pilota che:

a) devono essere sperimentati seriamente prima di andare a regime.

b) prevedano la partecipazione volontaria dei Medici .

c) siano adeguatamente finanziati e i Medici devono essere retribuiti per la loro opera professionale.

 

DIECI DOMANDE AI SIGNORI DELLA POLITICA

 

Egregio leader:

1.         Se fosse il Sindaco di un Comune nel quale molti Cittadini parcheggiassero l’auto nei posti riservati ai disabili, aumenterebbe i posti per i disabili o educherebbe i Cittadini a percorrere un po’ di strada a piedi per parcheggiare nei posti macchina normali, senza affollare impropriamente quelli per i disabili?

2.         E’ nota la legge economica  secondo la quale aumentando l’offerta, cresce anche la domanda. Nel caso in cui si allarghino gli orari di apertura degli studi sul territorio, ritiene che la spesa sanitaria diminuisca?

3.         Ritiene che, per una necessità sanitaria non urgente per la quale l’intervento medico può essere procrastinato senza alcuna conseguenza,  il Cittadino,  preferisca recarsi a qualsiasi ora del giorno e della notte da un Medico qualunque, in una struttura distante anche parecchi chilometri dal suo paesino, o preferisca recarsi, durante i normali orari di apertura, dal Medico Curante di sua scelta, che conosce tutta la sua storia clinica?

4.         Non ritiene che il personale sanitario attualmente eccessivamente impegnato a soddisfare in pronto soccorso esigenze non urgenti sarebbe da destinare piuttosto  al potenziamento della erogazione di prestazioni di approfondimento diagnostico programmate,  fornite in tempi ragionevoli? 

5.         Ricorda che, in base alle indagini statistiche recenti e meno recenti, il Medico di Famiglia risulta essere la figura sanitaria più gradita ai Cittadini?

6.         Ritiene che le strutture “aggregative”  per fornire un servizio non urgente 24 ore su 24, 7 giorni su 7, possano davvero essere realizzate  “a costo zero”?

7.         Ritiene che un Medico di Medicina Generale forzato a lavorare “in squadra” magari con Colleghi con i quali non ha alcun feeling , sia più utile alla Collettività rispetto ad un Medico che possa dedicare maggior tempo all’attività clinica diagnostica e terapeutica scegliendo liberamente se e quando collaborare con altri Colleghi?

8.         Non crede che sarebbe opportuno aumentare il numero di posti nel corso di Laurea in Medicina e Chirurgia, dando la possibilità a chi, qualora gli venisse consentito di studiare, potrebbe essere un ottimo Medico Italiano?

9.         Non crede che sarebbe opportuno aumentare il numero di posti nel Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale, visto che nei prossimi anni ci sarà una carenza di circa il 30% dei Medici di Famiglia?

10. Ha mai frequentato uno studio di un Medico di Medicina Generale, per rendersi conto di quale sia il suo lavoro e di quali siano le reali concrete necessità del Cittadino alle quali  quotidianamente  risponde?

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Sindacato
Commenti
IL
Irvano Loatelli
Ottime le domande, ma ora attendiamo le risposte. C'è qualcuno che crede ancora che arrivino? Io non ci credo! Ecco il motivo per il quale il sottoscritto, medico di medicina generale da 30 anni e per molti altri, oltre che fondatore, segretario SNAMI di Mantova, ha deciso di scendere in campo per le Regionali. Magari la mia voce sarà l'unica a difesa del Medico di Famiglia, magari, se eletto, rimarrà inascoltata, ma almeno potrò dire che ci ho provato! A tutti buon lavoro.
Rispondi
12/01/2013 11:03
GC
Giorgio Capraro
Ricordatevi che il Ministro della Sanità' che voleva i Medici a costo Zero e che ha peggiorato La Sanità' si trova ancora. Sulla Lista Monti.Ricordatevelo alle prossime Elezioni
Rispondi
09/01/2013 21:18
VG
Vittorio Gamba
no,no tutta demagogia...questo paese è finito!!!!
Rispondi
09/01/2013 16:56
EA
Enea De Alberti
Domanda n 11: Ritiene errato il comportamento del medico condannato ai lavori forzati fino a 68 anni con un controllo capillare del suo lavoro in una nazione in cui nessuno controlla nessuno se prende a calci nel culo il giovane mutuato in pensione dall'età di 40 anni o poco più, abbronzato come un marocchino, riposato come un'insegnante da giugno a settembre, arrogante come un sindacalista e simpatico come un politico quando il suddetto parassita ha il coraggio di lamentarsi perchè la sanità fa schifo ?
Rispondi
09/01/2013 08:19
?
Testa purtroppo credo che Regazzoli abbia ragione. Perchè non ci convenzioniamo con la Sangemini? Lecca-balduzzi l'ha fatto con Rocchetta!
08/01/2013 22:02

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