Canali Minisiti ECM

Riforma della medicina generale, lo SNAMI frena: “Doppio canale sì, ma la dipendenza non è sostenibile”

Sindacato Annalucia Migliozzi | 24/04/2026 11:22

I medici di famiglia chiedono interventi realistici: priorità a rete territoriale, semplificazione e risorse certe

Apertura sul modello organizzativo, ma forti perplessità sulla sua applicazione concreta. È questa la posizione espressa da Simona Autunnali, tesoriere nazionale dello SNAMI, in merito alla bozza di riforma della medicina generale. Il sindacato si dice favorevole all’introduzione di un sistema a doppio canale, ma considera non praticabile, allo stato attuale, l’ipotesi di una piena dipendenza dei medici di famiglia dal Servizio sanitario.

Secondo Autunnali, il dibattito deve essere ricondotto a una dimensione concreta, evitando proposte difficili da implementare.

Una linea condivisa anche da Federico Di Renzo, che evidenzia come molti giovani professionisti non dispongano di un percorso specialistico strutturato, requisito fondamentale in un modello di tipo dipendente. Parallelamente, i medici convenzionati con anni di attività alle spalle dovrebbero rinunciare a studi già avviati, con il rischio di aggravare le carenze assistenziali sul territorio.

pubblicità

Più praticabile, secondo Pasquale Orlando, sarebbe un rafforzamento dell’attuale assetto convenzionato, avvicinandolo al modello della specialistica ambulatoriale. Un approccio che consentirebbe di consolidare la rete territoriale senza smantellare un sistema che, pur con criticità, continua a garantire assistenza ai cittadini.

Tra gli elementi positivi della proposta di riforma, il sindacato segnala l’introduzione di supporti amministrativi e infermieristici. Tuttavia, come sottolinea Fabrizio Valeri, resta da chiarire la sostenibilità economica: senza finanziamenti adeguati e un modello organizzativo definito, il rischio è trasferire ulteriori oneri sui medici di medicina generale.

Apprezzamento anche per l’ipotesi di superare il criterio retributivo basato esclusivamente sul numero degli assistiti, introducendo parametri legati all’attività clinica e alla presa in carico. Ma, secondo Matteo Picerna, la priorità resta la riduzione del carico burocratico, che oggi sottrae tempo alla relazione medico-paziente e limita l’efficacia dell’assistenza.

Il nodo centrale rimane dunque l’equilibrio tra innovazione e sostenibilità. Per lo SNAMI, la riforma della medicina territoriale deve procedere per gradi, valorizzando le strutture esistenti e garantendo condizioni operative realistiche. Progetti ambiziosi ma scollegati dalla realtà organizzativa rischiano, secondo il sindacato, di tradursi in interventi inefficaci.

In un contesto segnato da carenza di personale e crescente domanda di assistenza, la medicina generale rappresenta un pilastro del sistema sanitario. Per questo, conclude Autunnali, ogni riforma dovrà basarsi su scelte concrete, sostenibili e condivise, in grado di rafforzare davvero l’assistenza di prossimità.

Commenti

I Correlati

Ti potrebbero interessare

Consultazione del sindacato su oltre mille risposte: cresce il malcontento sul modello attuale e la richiesta di maggiori tutele. Ma il dato, per quanto indicativo, non ha valore statistico.

Stop di 24 ore per i lavoratori della sanità privata e accreditata. Al centro il mancato rinnovo dei contratti Aiop e Aris e il tema delle regole per l’accreditamento

Sciopero nazionale di farmacisti e collaboratori delle farmacie private. Al centro salario, funzioni e rinnovo del contratto scaduto nel 2024

Ultime News

Più letti