La Francia ha deciso di mettere al bando la Diane 35, nata come anti-acne ma usata anche come contraccettivo, perché aumenta il rischio di trombosi e embolie polmonari. Secondo le autorità sanitarie transalpine i rischi per le donne che la prendono sono troppo elevati, quindi ne saranno vietate la vendita e la prescrizione, e tutti gli stock verranno ritirati dalle farmacie. Il divieto sarà effettivo tra tre mesi e riguarderà anche i generici equivalenti.
Il farmaco è in vendita anche in Italia ma può essere prescritta solo come pillola anti-acne. Ma per il momento nel nostro Paese non dovrebbero essere prese decisioni riguardo la pillola. La questione sara' infatti trattata nella prossima riunione del Comitato Prac (l'organismo dell'Agenzia Europea che si occupa di valutare i rischi e di raccogliere dati sulla farmacovigilanza) a Londra dal 4 al 7 febbraio e solo dopo eventualmente l'Agenzia Europea sui farmaci esprimera' una posizione attesa dalle Agenzie nazionali del farmaco come l'Aifa in Italia. Nel nostro paese il farmaco puo' essere dispensato con una ricetta medica non ripetibile per curare forme di acne, in particolare quelle accompagnate da stati infiammatori. Il rischio di trombosi venosa con il medicinale e' descritto anche nel foglio illustrativo e nel riassunto delle caratteristiche del prodotto destinato al medico. Nelle indicazioni sul foglietto viene anche precisato che la pillola non puo' essere utilizzata a soli fini contraccettivi, come impropriamente avvenuto in alcuni paesi.
Decessi misteriori. E' la morte sospetta di quattro pazienti ad aver spinto l'Agenzia di Sicurezza del Farmaco (ANSM) a prendere la decisione categorica di bloccare il farmco in Francia. Il quotidiano Le Figaro, che ha avuto accesso a documenti medici, ha citato sette casi mortali, ma almeno altre 125 trombosi non mortali sono di sicuro legate all'uso della pillola incriminata dal 1987 ad oggi, da quando cioè è entrata in commercio. La pillola messa oggi all'indice era nata come farmaco per combattere l'acne severa, ma la presenza di ormoni (un mix di estrogeni e un progestativo, il ciproterone) ne ha esteso l'uso a contraccettivo. Sono ancora 315 mila (dati del 2012) le donne in Francia che la prendono dunque anche per evitare gravidanze indesiderate.
Il parere di Garattini. Sara' l'Ema, agenzia europea dei farmaci, a dovere ora dire la sua sulla pillola anti-acne bloccata in Francia. Il farmaco, presente anche in Italia e' utilizzabile solo come anti acne e non come anticoncezionale, conferma l'azienda Bayer che la produce. L'uso improprio ha riguardato altri paesi come la Francia. Silvio Garattini ricorda che il rischio era noto, l'Ema aveva gia' aperto un'indagine in proposito. ''Le pillole di terza e quarta generazione sono sotto accusa per i problemi di trombosi per i progestinici che fanno parte integrante della capacita' di bloccare l'ovulazione. Il rischio comunque, che la si usi per uno scopo o per un altro, e' sempre quello''. La decisione della Francia sara' quindi ora sottoposta ad arbitrato da parte dell'agenzia europea ma gli stati membri potranno comunque eventualmente decidere di prendere una misura di cautela. ''Anche se la questione era sul tappeto da diverso tempo - ha concluso Garattini - purtroppo non si fanno studi comparativi che per capire meglio i rischi''.
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