
Il trial presentato al meeting Usa - coordinato da Massimo Colombo, direttore della I Divisione di gastroenterologia e del centro 'A.M. Migliavacca' per lo studio del fegato dell'università degli Studi di Milano - ha coinvolto 431 pazienti, assegnati a caso al
trattamento con peginterferone alfa-2a o con peginterferone alfa-2b, sempre in associazione a ribavirina. I risultati dimostrano tassi di guarigione notevolmente superiori nei pazienti trattati con peginterferone alfa-2a/ribavirina rispetto a quelli trattati con peginterferone alfa-2b/ribavirina (66% contro 54%), si legge nel comunicato. E la differenza appare ancora più pronunciata nei pazienti con forme virali più difficili da trattare, ovvero infettati dai genotipi 1 o 4 (48% contro 32%).




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