
E il risultato mostra ancora una volta che pur in presenza di un modello nazionale di sistema sanitario le Regioni continuano a presentare forti elementi di distinzione, che vanno dalla prevalenza quasi totale del pubblico a pieno mix tra pubblico e privato (come nel caso della Lombardia) a prevalenza del privato. Per finanziamento ed erogazione dei servizi 'vince' il modello a prevalenza del pubblico per le risorse e mix nell'erogazione (8 regioni). Ma sotto il profilo della governance la maggior parte delle Regioni (14 su 21) ha una gestione 'mix-ibrida' (cioè alto numero medio di assistiti per i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta e allo stesso tempo alto 'cost-shering', cioe' alti ricavi da ticket e visite a pagamento in regime di intramoenia). Ai due 'estremi', secondo la ricerca, il modello delle Province Autonome di Trento e di Bolzano, a piu' alto grado di presenza pubblica (sia nella regolazione, che nel finanziamento, che nella governance) e quello della Lombardia, dove predomina la dimensione della coesistenza e del mix degli attori e della regolazione. La ricerca ha anche analizzato i modelli di cinque Regioni (Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Puglia) in dieci distretti, da cui e' emerso, pur con diverse esperienze positive e innovative, ''un quadro disomogeneo'' che ''puo' minare le basi dell'uguale trattamento dei cittadini''. E ci sono anche diversi fattori 'esogeni' che favoriscono questa disomogeneita', a partire dall'instabilita' politica locale, la crisi economico-finanziaria (in particolare dove ci sono i piani di rientro. Ma anche i processi di costante riforma della normativa nazionale, che rendono pu' difficile l'applicazione dei provvedimenti regionali.
Se l’articolo ti è piaciuto inoltralo ad un collega utilizzando l’apposita funzione
Fonte: agenas




Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.