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Convocati i sindacati: sciopero per ora confermato. Le iniziative

Sindacato

Intanto la Fesmed (Federazione sindacale medici dirigenti) fornisce un primo elenco delle iniziative messe in campo per questa settimana: applicazione puntuale del contratto di lavoro, a partire dal blocco de gli straordinari, oggi pretesi dalle aziende in quantità esorbitante; pagamento delle ore effettuate, che dovrebbe essere la norma ma invece non è così; pagamento delle ferie arretrate che si accumulano da un anno all'altro. Per Fesmed la responsabilità è da attribuire all'inadeguatezza del decreto Balduzzi trasformato nella legge 189/2012 sulla responsabilità professionale. Il decreto, secondo il sindacato, voleva in qualche modo risolvere il problema del contenzioso medico legale e della medicina difensiva ma in realtà ha peggiorato la situazione ed è stato persino impugnato dal Tribunale di Milano davanti alla Consulta. Inoltre da quattro anni non ci sono aumenti di stipendio. Da segnalare, infine, i posti di primario che stanno sparendo con interi reparti che chiudono e le poche persone che restano sfruttate. La richiesta che i dirigenti medici, veterinari, sanitari, tecnici, amministrativi, e professionali del Servizio Sanitario Nazionale e i medici in formazione specialistica, nel confermare lo sciopero nazionale del 22 luglio prossimo, hanno indirizzato al ministro della Salute in una lettera aperta è chiara: ''attenzione particolare ed un contributo a ricercare in ogni sede e con ogni sforzo possibile soluzioni che arrestino la deriva regressiva del sistema sanitario''.  ''I provvedimenti - affermano i sindacati medici nella lettera aperta - legislativi ed economici che a più riprese hanno interessato la sanità italiana in questi ultimi anni, fondati essenzialmente su tagli lineari della spesa sanitaria, hanno provocato pesanti ripercussioni sul sistema dell'offerta dei servizi, minacciando l'erogazione stessa dei livelli essenziali di assistenza''. Tutto ciò, sottolineano, ha provocato ''un grave deterioramento delle condizioni di lavoro del personale medico e sanitario che si traduce in milioni di ore di straordinario non pagato, nel taglio indiscriminato di strutture semplici e complesse, con limitazione della progressione di carriera, nell'incremento del numero dei contratti atipici e nel ricorso alla medicina difensiva''.  Il risultato ultimo di queste ''politiche regressive - incalzano le organizzazioni mediche - è da una parte un sempre maggior numero di cittadini che rinunciano alle cure o sono costretti ad un massiccio ricorso alla sanità privata e dall'altra un crescente disagio del personale sanitario che è lasciato solo ad affrontare la domanda di salute dei cittadini''. Con la ''nostra protesta chiediamo - concludono - di rendere esigibili diritti ancora oggi negati: la sicurezza delle cure ed il riposo psico-fisico, una giusta e completa formazione professionale e l'adeguatezza delle dotazioni organiche, una progressione di carriera fondata sulla competenza al riparo dalla invadenza della politica. Pretendiamo luoghi di lavoro, a cominciare dal Pronto soccorso, caratterizzati da dignità, sicurezza ed appropriatezza, esigiamo la fine dello sfruttamento del lavoro precario''.

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Fonte: intersindacale

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