
Occorre dare maggiori stabilità e certezze nelle norme. L’appello arriva da produttori, distributori, farmacie e sindacati che nel giro d’interventi, al ministero dello Sviluppo, ha riempito il primo incontro del tavolo sulla politica farmaceutica.
Da Farmindustria ad Assogenerici e Assosalute, da Federfarma ad Assofarm, da Adf a Federfarma Servizi, tutti hanno concordato sul fatto che il comparto ha bisogno innanzitutto di tranquillità: tre anni almeno di tregua da manovre, riclassificazioni, tagli ai prezzi e leggine varie, per consentire alle aziende che lavorano con il farmaco di continuare a farlo con un minimo di certezza sul futuro prossimo. In fondo, lo ha riconosciuto anche il sottosegretario allo Sviluppo, Claudio De Vincenti, nella relazione con cui il tavolo ha aperto i battenti: si lavorerà con tre obiettivi, ossia stabilizzazione delle regole, mantenimento delle risorse derivanti da risparmi all’interno della filiera, parità di accesso al farmaco in tutto il Paese. Per arrivarci sarà necessario superare ostacoli non indifferenti, a partire dallo stato di salute della spesa Ssn: lo ha ricordato il direttore dell’Aifa, Luca Pani, che ha messo sul tappeto il consuntivo 2012 per ricordare che l’ospedaliera è il grande malato della farmaceutica. Poi il giro delle richieste di tutte le sigle sedute al tavolo, una dozzina in tutto, alle quali De Vincenti ha chiesto la sintesi estrema: due proposte a testa, per entrare subito nel vivo. «Stabilità a parte» spiega a Filodiretto la presidente di Federfarma, Annarosa Racca «le nostre priorità sono sempre quelle: riforma della remunerazione e nuova convenzione, dove dare attuazione ai nuovi servizi in farmacia».
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Fonte: Federfarma, filodiretto
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