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Tumore al rene, nuova opzione con il Sunitinib

Farmaci Redazione DottNet | 05/10/2013 15:56

Ogni anno in Italia 8.200 persone si ammalano di carcinoma renale, 189.000 nel mondo. Per loro si apre un’opzione terapeutica che può avere importanti ripercussioni sulla qualità della vita e rendere meno gravosa la convivenza con cure oncologiche molto invasive.

A sancire la parità terapeutica del Pazopanib con l’altro farmaco oggi impiegato per la cura del tumore renale metastatico, il Sunitinib, sono i risultati dello studio Comparz, pubblicati sul New England Journal of Medicine. Ad esser presi in esame, 1110 pazienti affetti da carcinoma renale metastatico che hanno ricevuto entrambi i trattamenti. Dai risultati è emersa uguale efficacia per quanto riguarda la sopravvivenza a questo tumore estremamente aggressivo, per il quale il 30% dei pazienti mostrano segni di metastasi già alla diagnosi, ma differenti risultati sulla percezione degli effetti collaterali. "Un secondo studio in doppio cieco che ne ha messo a confronto la tollerabilità tra i pazienti, ha dimostrato che questi ultimi percepiscono come meno invasivi gli effetti collaterali del Pazopanib", ha spiegato Nora Sternberg, direttore del Reparto di Oncologia dell’Azienda Ospedaliera San Camillo-Forlanini di Roma.

In particolare, su 126 pazienti, il 70% ne dava una valutazione migliore, mostrando minor bisogno di riduzioni di dosaggio e di sospensione del trattamento. "Sono informazioni importanti da utilizzare per la scelta terapeutica. Dar voce al paziente è un elemento chiave per una migliore terapia perché l'obiettivo finale non è solo prolungare la vita ma anche migliorare lo stato di benessere", spiega Giuseppe Recchia, direttore scientifico di GlaxoSmithKline Italia.

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Fonte: glaxo

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