
Lo studio statunitense parte dalla decisione del 2008 di mettere sulle confezioni dei farmaci per le malattie da raffreddamento messaggi molto espliciti sull'età minima per la somministrazione. Se prima dell'iniziativa il 4% delle visite al pronto soccorso erano di bambini intossicati da queste medicine, in appena un anno la percentuale è scesa al 2%. Tra i bimbi di due e tre anni invece il tasso è calato dal 10 al 7%. ''In Italia il problema principale è il sovradosaggio, più che l'errore sull'età minima del farmaco, come abbiamo scoperto in uno studio di prossima pubblicazione - afferma Riccardo Lubrano, vicepresidente della Società Italiana di Medicina di Emergenza ed Urgenza Pediatrica (Simeup) - alla base del fenomeno c'è soprattutto la 'febbrofobia', insieme al fatto che in genere questi farmaci sono da banco. I genitori sono preoccupati della febbre, e intervengono già con qualche linea, mentre la soglia oltre cui ci si dovrebbe preoccupare è 40. Così si va incontro a sovradosaggi, e nei casi più gravi a intossicazioni''. Il consiglio è attenersi alle indicazioni del medico. ''Spesso il pediatra è messo sotto pressione dal genitore, che vuole assolutamente qualcosa per abbassare la febbre - spiega Lubrano -. Bisogna tenere presente che la febbre è protettiva, e intervenire solo quando è necessario''.
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Fonte: simeup

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