Canali Minisiti ECM

L'accumulo grassi nel giro vita scatena diabete e malattie cardiache

Medicina Interna Redazione DottNet | 28/11/2013 10:14

Da oggi c'è un motivo in più, suggerito dalla biologia molecolare, per fare attività fisica regolare, mangiare sano ed evitare di "mettere su pancia". L'accumulo di grasso infatti, soprattutto a livello del giro vita - oltre 94-95 cm nell'uomo e 80-82 cm nella donna - scatena un 'fuoco nemico', un'infiammazione cronica di basso grado che, pur se invisibile ad occhio nudo, attiva una serie di processi che conducono al diabete e alle malattie cardiovascolari.

Ma anche al tumore. In questo contesto, un ruolo chiave nello sviluppo del diabete di tipo 2 è svolto da RANKL, una proteina pro-infiammatoria in grado di attivare il fattore NF-kB, uno dei principali attori dell'infiammazione. E' la scoperta, giunta a coronamento di un ventennio di studi, presentata da Stefan Kiechl, del Dipartimento di Neurologia dell'Università di Innsbruck (Austria), nell'ambito delle due Lecture organizzate da Fondazione Sigma-Tau con il patrocinio della Società Italiana di Diabetologia (Sid) a Roma (al Cnr) e Milano (al S.Raffaele Scientific Institute), e promosse da Enzo Bonora, ordinario di Endocrinologia all'Università di Verona e presidente eletto della Sid. Kiechl e colleghi hanno scoperto che questa infiammazione cronica rappresenta l'anello di congiunzione tra il diabete e le malattie cardiovascolari. Nella pratica clinica, però, non è possibile 'misurare' l'NFkB, ma è possibile dosare nel sangue i livelli della proteina RANKL, che va ad attivare l'NFkB, che a sua volta determina e mantiene questa infiammazione cronica, capace di spianare la strada verso il diabete e le malattie cardiovascolari.

Lo studio condotto da Kiechl - in collaborazione con le università di Verona, Roma, Erlangen, Cambridge e Boston - ha messo molto ben in evidenza questo aspetto. Il prossimo passo consisterà nel verificare se l'inibizione della proteina RANKL sia realmente in grado di proteggere da diabete e malattie cardiovascolari. "Il trattamento antinfiammatorio - afferma Kiechl - è di fatto già una realtà, perché molti dei farmaci comunemente in uso per il diabete e la prevenzione delle malattie cardiovascolari hanno proprietà antinfiammatorie. La sfida da affrontare nei prossimi anni è però quella di ideare possibili interventi antinfiammatori specifici. Ed alcune soluzioni promettenti - conclude l'esperto - sono oggetto di studi in corso''. 

pubblicità

Fonte: sid, sigma tau

Commenti

I Correlati

Diminuiscono le probabilità di avere almeno due patologie assieme

"Nel mondo reale rallenta la malattia nel 50% dei pazienti"

Zooprofilattico Venezie, più vigilanza sui rischi biologici

Ha effetti positivi sui grassi e gli zuccheri nel sangue

Ti potrebbero interessare

La Commissione sull’Obesità Clinica raccomanda un nuovo approccio, con più sfumature, nel quale vengono usate in aggiunta al BMI anche delle misure del grasso corporeo

Andrea Montagnani è il nuovo presidente nazionale Fadoi: tra le priorità innovazione organizzativa, rafforzamento della medicina interna ospedaliera e integrazione tra ospedale e territorio.

L'XLH ha un’incidenza stimata di 1 caso ogni 20.000 persone, ma è una malattia sottodiagnosticata

Un’indagine dell’Ohio State University Wexner Medical Center rivela che l’apnea ostruttiva del sonno viene diagnosticata non solo tra anziani o persone in sovrappeso

Ultime News

Più letti