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Zaia, la legge sulle equivalenze produce effetti devastanti

Sanità pubblica

 Così il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia e l' assessore alla sanità Luca Coletto in merito a quanto previsto da una recente legge in materia di acquisto di farmaci. "L'articolo 13 bis di questa legge - rileva Zaia - ha paralizzato di fatto tutte le gare regionali dei farmaci in equivalenza, obbligando le Regioni, nell'adottare eventuali decisioni basate sull'equivalenza terapeutica fra medicinali contenenti principi attivi diversi, di attenersi alle valutazioni espresse dall'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa)". "Un colpo basso al federalismo - insiste Zaia - che sta già avendo i suoi nefasti effetti: infatti, appellandosi al fatto che solo Aifa può decidere in merito alle equivalenze terapeutiche, le Aziende farmaceutiche ricorrono ai Tar e le loro pronunce giurisprudenziali stanno annullando numerose gare regionali". "Quell'articolo di quella legge - aggiunge Zaia - va semplicemente abolito al più presto, lasciandoci operare come prima essendo tra l'altro in palese contrasto con le disposizioni vigenti in materia di contenimento della spesa pubblica e addirittura incomprensibilmente contraddittorio se si considera che, al contrario, si chiede alle Regioni di attivare gare in concorrenza su tutti i restanti beni sanitari, tra cui anche i dispositivi medici". "Il classico confusionario guazzabuglio romano - conclude - che segnalo con stupito vigore a chi ha l'obbligo morale e politico di risolvere la questione nell'unico modo intelligente che esiste: far sì che si possano acquistare i farmaci al minor costo possibile a parità di efficacia"."La questione è in piedi da mesi - incalza Coletto - ce ne siamo accorti in conferenza degli assessori discutendo sul nuovo Patto per la Salute, personalmente ho scritto al Presidente della Conferenza dei Presidenti Vasco Errani e, a seguito della segnalazione, la Conferenza ha autorizzato la richiesta di abolizione dell'articolo 13 bis. Attendiamo che il buon senso prevalga e nel frattempo dobbiamo prendere atto ancora una volta di uno Stato centralista che non riesce a ragionare con la mente rivolta al federalismo e ogni volta che può accentra, questa volta all'Aifa, facendo perdere soldi ai cittadini e allungando i tempi della messa a disposizione dei farmaci". La motivazione delle pronunce negative dice sostanzialmente che compete allo Stato la valutazione in merito all'equivalenza dei diversi principi attivi, non potendo le singole Regioni decidere autonomamente nel merito. "I risultati delle gare regionali - dice Zaia - hanno invece evidenziato, com'è ovvio tranne che per quel legislatore, che lo sconto ottenuto nelle gare in equivalenza è nettamente superiore rispetto a quello delle gare in esclusiva, dove partecipa un solo produttore, quindi con ben poche possibilità di strappare il prezzo. Quello stesso Stato che ci massacra di tagli trasversali e ticket ora s'inventa addirittura un meccanismo che ci farà spendere di più per acquista le nostre medicine. E' una cosa che ha dell'incredibile". 

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Fonte: regione veneto

Sanità pubblica
Commenti
GO
Giancarla Oteri
Leggo Giovanni Condemi e comprendo che mi anticipa. Lo stato giocherebbe con la vita dei pazienti se non vigilasse ma accade anche quando le lauree e le posizioni di sempre più laureati sono di valore Equivalente e non uguali quelle di un tempo. Si gioca con la vita di tutti, compresi tutti, indistintamente, perchè " le Fame" risentono del potere Politico che le supporta
Rispondi
21/09/2015 07:41
GC
Giovanni Condemi
Il motto è : "far sì che si possano acquistare i farmaci al minor costo possibile a parità di efficacia"....... ebbene la confusione presente è legata a dichiarazioni erronee che nel tempo e su pressioni di Lobby farmaceutiche si sono imposte a torto depistando gli operatori di settore, Regioni comprese. Equivalente non significa Uguali, non è evidenza di Identico sia x formula chimica, efficacia, tossicita, eccipienti, dosaggio effettivo di molecola farmacologica base, eventi avversi et altro! Chi si occupa del settore ben conosce questi elementi che non sono sfumature ma elementi di essenzialità. Il parametro economico, anch'esso purtroppo, gestito a livello centrale con accordi AIFA e Aziende Farmaceutiche, non può rappresentare la scusa, a livello periferico regionale, per inserire prodotti farmaceutici diversi spacciandoli per uguali al sol fine di un risparmio che non si traduce con la parità di efficacia voluta e richiesta a minor costo. Appare comprensibile che i politici e gli amministrativi Regionali possano cogliere in modo improprio l'esito di queste disgraziate confusioni oramai pregresse, prova ne sia il ritiro di ben 700 farmaci generici ( a cui si era data via libera sul mercato per il sol fatto che i prezzi erano competitivi ) avvenuto a tutela dei pazienti proprio in questi ultimi giorni. Chiedere agli organi nazionali competenti di fare chiarezza oggi è d'obbligo!
Rispondi
25/08/2015 10:17

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