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Servizio sanitario: 35 anni e aria di novità

Sanità pubblica

E se, soprattutto nell'ultimo decennio, è stato un continuo 'slalom' tra tagli alla spesa - cresciuta in modo esponenziale e spesso fuori controllo - e 'pecche' del federalismo - che secondo molti osservatori ha aumentato proprio le differenze regionali nell'offerta delle cure - i prossimi mesi potrebbero essere cruciali per la sostenibilità del sistema, con l'attesa 'spending review' interna promessa dall'attuale ministro Beatrice Lorenzin, anche per evitare che a pensarci sia invece il commissario Carlo Cottarelli. Dalle associazioni di mutuo soccorso, le cosiddette mutue, che si rivolgevano sostanzialmente ai lavoratori, e che hanno preceduto l'arrivo del sistema di garanzia della salute per tutti i cittadini, l'ultima frontiera per l'Ssn è adesso non solo la sua sostenibilità, messa a dura prova anche a causa della crisi economica, ma soprattutto la competizione internazionale, visto che dal 2014 tutti i cittadini potranno scegliere dove curarsi non più solo all'interno dei confini nazionali ma entro quelli dell'Europa unita. Nei suoi 35 anni di vita il Servizio sanitario nazionale, per il quale adesso Lorenzin promette una nuova ''grande riforma'', è già stato oggetto più volte di manutenzione. Ispirata al modello britannico del National Health Service la prima grande 'riforma sanitaria' del '78 sopprime gli enti mutualistici per definire il Servizio sanitario nazionale come complesso delle funzioni, dei servizi e delle attività destinate alla promozione, al mantenimento e al recupero della salute fisica e psichica di tutta la popolazione, senza distinzione alcuna. Nascono così le vecchie Unità sanitarie locali, strutture territoriali che devono garantire una capillare erogazione delle prestazioni previste dalla programmazione nazionale, mentre le competenze 'operative' già sono state affidate in gran parte alle Regioni - scelta ulteriormente rafforzata in seguito con la riforma del Titolo V della Costituzione del 2001. Il sistema mostra comunque presto i suoi limiti e negli anni Novanta è oggetto di profonda revisione: la prima del '92 (ministro Francesco De Lorenzo), porta alla 'aziendalizzazione' della sanità pubblica (le Usl sono trasformate in Asl, aziende sanitarie locali) con l'obiettivo di tenere sotto controllo la spesa, migliorando l'efficienza. Nel '99 arriva la 'riforma ter', la riforma Bindi, che introduce i Livelli essenziali di assistenza (Lea), con l'obiettivo di garantire equità di accesso e omogeneità delle cure offerte ai cittadini. Ultimo il tentativo di 'manutenzione straordinaria' del ministro Renato Balduzzi, interrotto causa fine del governo tecnico. Negli anni proprio le disparità nell'offerta regionale, in particolare per le difficoltà delle Regioni alle prese con i maxi-deficit sanitari, sono state al centro della riflessione e il loro superamento è tra i principali obiettivi dell'atteso nuovo Patto per la Salute. Per i prossimi mesi si aspetta quindi il piano Lorenzin di 'spending interna', che vorrebbe cioè incidere 'con il bisturi' eliminando sprechi e inefficienze ma reinvestendo, almeno in parte, i risparmi nel sistema. Per renderlo più efficiente e al passo con le sfide del Terzo millennio, a partire dall'invecchiamento della popolazione fino alle cure 'senza frontiere'.

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Fonte: ministero della salute, ansa

Sanità pubblica
Commenti
LG
Luigino Guerrato
Perché tra le Specializzazioni manca quella della " Fisiopatologia del Dolore e Terapia Antalgica " ottenute a Verona e Milano???? Luigi Guerrato
Rispondi
29/12/2013 23:55
GR
Giuseppe Rivellini
Il Ministro Lorenzin,probabilmente figlia della riforma Sanitaria 883 del '78,ignora come era il sevizio Sanitario con le "vecchie" casse mutue.In teoria questa riforma in prevenzione è stata considerata la migliore al mondo ma.....inevitabilmente costosa ed oggi è diventata ingestibile ancora di più con le Regionalizzazioni con tante e diversi Servizi sanitari senza controlli centrali(una stessa siringa con costi diversi!!)In Più ,prima si era medici riconosciuti in tutta la nazione;tanto x spiegarsi :una ricetta era valida su tutto il territorio nazionale!!.Queste poche righe non significano nostalgia del passato.Una cosa è certa es inequivocabile:Il medico assisteva il vero ammalato secondo "scienza e coscienza non dovendo seguire protocolli ,se non quelli veri e pratici,non rispettando le medicine Difensive che tanto sperpero contengono all'interno nel rispetto più dei protocolli a discapito della clinica che del professionista ne faceva la differenza.Insomma :Il medico faccia il Medico e non il ragioniere con una burocrazia sempre più farraginosa.Esentare il disoccupato e non il vero Ammalato rappresenta il potere Politico che Prima era precluso nel Pianeta Sanità.Ad oguno il proprio ruolo di "Responsabilità"
Rispondi
27/12/2013 20:09
LC
Luigi Casadei
Condivido tutte le preoccupazioni dei colleghi ed è fin troppo facile prevedere che l’annunciata “manutenzione" del SSN comporterà (come sempre) un peggioramento per medici e cittadini, ma non sani risparmi e maggiori risorse per un migliorato SSN. Nessuno sembra capace o davvero intenzionato a perseguire questa impresa. Ma DISSENTO COMPLETAMENTE sull’ATTRIBUZIONE GENERICA alla "politica" di ogni male del mondo. Troppo facile. E anche un tantino ingeneroso. Persino i veri attori della salute (come qualcuno li chiama) possono aver contribuito un po’ a certe degenerazioni e commesso tutti i “peccati” che adesso va tanto di moda attribuire "alla politica". E poi chissà chi li ha votati a questi… Penso che il popolo italiano sia meglio dei suoi rappresentanti, ma certi vizi sono purtroppo diffusi in larghi strati della popolazione, noi medici compresi. Non esiste un vaccino per certe cose… Comunque qui ognuno esprime liberamente la sua opinione... e la mia opinione è che temo gli “aggiustamenti” del Ministro, ma non vorrei in questo blog leggere nomi di partiti, per non fare di queste pagine il terreno di uno scontro inevitabile tra opposte fazioni. Ci sono altri luoghi più adatti! I colleghi secondo me NON DOVREBBERO USARE QUESTO SITO PER PROPAGANDA CONTRO O A FAVORE di questa o quella parte. Altrimenti si finisce solo a fare il tifo e litigare, senza discutere dei veri problemi della professione.
Rispondi
25/12/2013 19:13
GM
Giuseppe Massarelli
Non posso che essere concorde con i Colleghi. L'aziendalizzazione del SSN ha visto aumentare in maniera esponenziale le U.O.C. con dirigenti super pagati e codazzi di impiegati,che nulla hanno a che fare con la Sanità. Al contrario si è visto un calo esponenziale delle spese sanitarie vere, tanto da porre a rischio la sostenibilità del SSN. La politica, il clientelismo, l'arroganza ed il pressapochismo hanno preso il posto ai veri autori della Sanità, ovvero medici,infermieri e personale paramedico. La famosa frase " spostiamo l'ospedale sul territorio " non è altro un modo di utopica propaganda politica che maschera una manovra che porterà i pazienti ad essere scaricati sulle spalle delle famiglie e dei Colleghi sul territorio.... Non mi resta che augurare a tutti Buone Feste.
Rispondi
25/12/2013 11:38
AR
Antonio Romeo Riboldi
sicuramente il ssn col tempo ha mostrato delle criticita- il grave e che certi sindacati anziche difendere il buono del ssn hanno sacrificato il rapporto medico paziente ai costi- equiparare il ssn ad un azienda pura con assunzioni pazzesche di personale para politico ha fatto lievitare i costi in modo pazzesco-che nulla hanno a che fare con i costi della Sanita vera. ORMAI TUTTO E AFFARE :UTAP-AFT - TUTTI CI VOGLIONO SGUAZZARE,anche se poi il paz deve fare 3.5km per recarsi e dovo puo trovare un medico che non e ilsuo quello che conta e lo studio e H" 24
24/12/2013 21:56

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