
L'agenzia, a partire da ottobre 2007 - riporta una nota ufficiale - ha passato in rassegna i dati messi a disposizione dalle aziende produttrici di alendronato, ibandronato, risedronato e acido zoledronico allo scopo di verificare l'esistenza di un pericolo cardiovascolare. In totale sono stati esaminati 19.687 pazienti trattati con bifosfonati e 18.358 con placebo, seguiti per un periodo compreso fra sei mesi e tre anni. La ricorrenza di fibrillazione atriale è apparsa rara in ognuno degli studi, con al massimo due casi o meno. La differenza assoluta fra l'incidenza di eventi nei pazienti in cura con bifosfonati o trattati con placebo è apparsa variare fra zero e tre casi per mille. I medici - avverte la Fda - non devono dunque cambiare le loro abitudini prescrittive né i pazienti devono smettere di prendere i loro medicinali anti-osteoporosi.




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