
L'epatite B, infatti, si può curare ma non eliminare e, oggi, i medici hanno a disposizione farmaci per terapie mirate (come la telbivudina), efficaci e che possono essere, anche grazie al numero maggiore di terapie disponibili, protratte nel tempo variando i medicinali. E le cure possono essere utili anche per i cosiddetti 'portatori sani'. "In alcuni casi - spiega Antonio Craxì, professore di gastroenterologia e direttore dell'unità operativa di Gastroenterologia dell'università di Palermo - il virus può essere dormiente, ma ha ancora 'il motore acceso', che può riattivarsi in alcuni momenti della vita. Anche in questi casi le terapie possono essere molto utili. Per questo è necessario individuare le persone che hanno avuto contratto il virus".




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