
Al via una mobilitazione dei genitori dei piccoli pazienti Stamina che invocano l'indipendenza della magistratura. Con una petizione popolare un comitato, composto dai parenti di piccoli malati su cui sono già state praticate delle infusioni e in lista d'attesa, si rivolgono al Consiglio superiore della Magistratura, a tutela - dicono - di quei giudici che si sono pronunciati sulla ripresa dei trattamenti ai Civili di Brescia.
''Chiediamo - si legge nel testo - che venga garantita l'indipendenza e la libertà di giudizio dei giudici messa gravemente a repentaglio e che venga, invece, punito chi, in evidente conflitto di interessi, si è reso autore di attacchi alla Magistratura indipendente''. L'obiettivo è raccogliere quante più firme possibili, ''organizzando banchetti e facendo girare la notizia sui mezzi d'informazione'', secondo le parole di Tiziana Massero, la mamma del piccolo Federico, che sabato scorso ai Civili ha ripreso i trattamenti a seguito della decisione del tribunale di Pesaro, che ha nominato il numero due di Stamina, Marino Andolina, 'ausiliario' del giudice, e che poi si è autonominato per praticare l'infusione.
Si svolgerà in teleconferenza, secondo quanto si apprende, il primo incontro in programma per oggi del Comitato di esperti nominato lo scorso marzo dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, per decidere se ci siano o meno le basi per autorizzare la sperimentazione del metodo Stamina. Del comitato, infatti, fanno parte anche quattro esperti stranieri e proprio per permetterne la partecipazione è prevista la modalità della teleconferenza. Al momento, i membri del Comitato non avrebbero ancora preso visione di alcuna documentazione in merito al caso Stamina ed al protocollo che utilizza cellule staminali a scopo terapeutico ideato da Davide Vannoni. Il primo incontro, dunque, dovrebbe servire a decidere la 'traccia' del lavoro per le prossime settimane. La nuova commissione, presieduta dall'ematologo del Policlinico Sant'Orsola di Bologna Michele Baccarani, era stata nominata dopo che il Tar del Lazio aveva bocciato il primo comitato, quello che aveva escluso la possibilità di sperimentare il protocollo Stamina.
fonte: ansa
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