Farmaci chemioterapici contro i tumori 'minacciati' dalla scadenza dei brevetti e dalla concorrenza dei medicinali generici che presto dovranno affrontare, dopo un picco di vendite previsto per il 2013 pari a 16,5 miliardi di dollari nel mondo. E' la previsione di Datamonitor, secondo cui entro il 2017 le aziende branded arriveranno a detenere il 31% del mercato americano, contro l'attuale 56%.
Le vendite dei 25 principali prodotti di questo tipo nei sette principali mercati mondiali hanno totalizzato 10 miliardi di dollari nel 2007. Nonostante oggi si stiano sviluppando terapie 'bersaglio' più mirate e con minori effetti collaterali, i chemioterapici sono dunque ancora utilizzati nel trattamento di tutti i tipi di cancro. Ma la relativa 'maturità' di questa classe terapeutica la sta per esporre all'attacco delle versioni 'non griffate' e meno care. Sanofi-Aventis, ad esempio, commercializza quattro dei 25 prodotti 'top' (oxaliplatino, docetaxel, carmustina e tegafur+gimeracil+oteracil), e si classifica dunque come azienda leader nel settore. Ma il brevetto sul primo prodotto è scaduto nel 2007 e quello su docetaxel durerà fino al 2010.
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