
La doppia operazione è avvenuta nei giorni scorsi all'Ospedale Maggiore di Parma, nella struttura di Ostetricia e Ginecologia. La signora ha scoperto all'inizio della gravidanza, tramite esami di routine, di avere un tumore al collo dell'utero. Gli accertamenti successivi hanno confermato l'invasività della neoplasia. Nonostante ciò ha deciso di proseguire la gravidanza pur rischiando di compromettere la propria vita; d'altronde, se avesse proceduto subito all'intervento chirurgico di asportazione dell'utero, non avrebbe più potuto avere figli. Nella scelta la signora è stata confortata e sostenuta dal marito che, perfettamente conscio dei rischi per la moglie e per il nascituro, ha contribuito a mantenere un clima tranquillo e collaborativo, aspetto che ha consentito ai medici di lavorare in serenità. La donna si è rivolta per le cure all'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, dove alla 12/a settimana (terzo mese) l'equipe di Chirurgia ginecologica, mininvasiva e oncologica diretta da Bruno Andrei ha eseguito una stadiazione linfonodale laparoscopica, intervento chirurgico estremamente raro e complesso se eseguito in corso di gravidanza, che è servito ad escludere la presenza di cellule maligne al di fuori dell'utero; in caso contrario sarebbe stata troppo rischiosa la prosecuzione della gravidanza e si sarebbe reso necessario intervenire senza frapporre indugi.

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