
Un anziano su 3 teme errori nelle cure, lezioni anche per le famiglie
Solo una su sette sa fare iniezioni e conosce le tecniche di base di cura e igiene, eppure in Italia ci sono piu' badanti che medici e infermieri e a loro e' affidata la salute degli anziani che di assistenza specializzata hanno sempre piu' bisogno. E sono gli anziani stessi infatti che a volte non si sentono perfettamente sicuri nelle loro mani, pur ritenendoli un punto di riferimento essenziale e irrinunciabile nella propria esistenza: un anziano su tre teme che la propria badante possa commettere sbagli nel dare i farmaci. Una preoccupazione fondata, visto che il 77% delle badanti è di nazionalità straniera e quindi alla scarsa formazione sanitaria si aggiungono gli inevitabili ostacoli correlati a una maggiore difficoltà di comprensione delle indicazioni mediche.
Coordinata dal Professor Paolo Falaschi, Responsabile dell'Unità di Geriatria dell'Ospedale Sant'Andrea - Sapienza Università di Roma, l'iniziativa è frutto di uno sforzo multidisciplinare che ha coinvolto la Sezione Nursing e i Presidenti delle Sezioni Regionali della SIGG ed è già attiva in Lazio, Marche, Umbria, Toscana, Abruzzo, Molise, Calabria, Sardegna e Lombardia. Al termine del corso il caregiver conoscerà la rete dei Servizi Socio Sanitari e sarà capace di accedere alle risorse territoriali, saprà identificare i bisogni e le problematiche fisiche, psicologiche, assistenziali e curative del paziente, grazie a conoscenze generali di educazione alimentare, abilità per la cura, l'igiene e il miglioramento dell'ambiente abitativo per favorire indipendenza, sicurezza e qualità di vita dell'anziano".
"I corsi SIGG sono pensati per loro, ma anche per tutti i familiari che si trovino a prestare aiuto ad anziani non più autosufficienti - sottolinea Nicola Ferrara, presidente SIGG - Appena 4 persone su 10 fra chi si prende cura degli anziani sanno medicare una ferita o fare un'iniezione intramuscolo e tutto ciò aumenta i pericoli, soprattutto per i pazienti più complessi. Auspichiamo che istituzioni pubbliche e private apprezzino questo grande sforzo della SIGG al fine d sostenere lo sviluppo del progetto che dovrà coinvolgere caregiver e operatori del territorio" conclude Ferrara.
fonte: ansa
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