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Obbligo vaccini all'asilo: per Lorenzin è una buona proposta

Sanità pubblica

Rendere obbligatoria la vaccinazione dei bambini per l'ingresso al nido o alla scuola materna. E' l'ipotesi alla quale stanno lavorando due regioni: l'Emilia Romagna, che sta discutendo del progetto, e la Lombardia che ha avviato una raccolta firme in tal senso.

Un'idea che lo stesso ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, non esclude, definendola ''una proposta buona, da analizzare'', mentre manca ancora il nuovo Piano vaccinale con l'attuale scaduto dal 2014. La prima a rilanciare l'ipotesi di una legge regionale per l'obbligatorietà dei vaccini per l'accesso al nido - obbligo decaduto per la scuola dell'obbligo, dopo 30 anni, nel 1999 - è stata appunto la Regione Emilia-Romagna il cui presidente, Stefano Bonaccini, ha annunciato che si sta discutendo del progetto.

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E rendere obbligatorie per l'iscrizione all'asilo nido le vaccinazioni pediatriche è anche l'oggetto di un progetto di legge che sarà presentato nei prossimi giorni al Consiglio regionale della Lombardia. La proposta, che vuole contrastare il calo delle vaccinazioni, prevede una raccolta di firme bipartisan. L'obiettivo generale è dunque contrastare l'opposizione alle vaccinazioni da parte di molte famiglie, ma anche assicurare la tutela della salute ai quei bambini che, immunodepressi, non possono invece essere vaccinati e per questo, in alcuni casi, sono addirittura impossibilitati ad andare a scuola.

La proposta dell'Emilia Romagna di una ''vaccinazione obbligatoria per ammettere i bambini al nido o alla materna può essere buona da analizzare - ha commentato Lorenzin - in quanto affronta un tema in una regione che ha avuto una diminuzione così forte delle vaccinazioni, e perché c'è un rischio, per i bambini che vanno all'asilo e alla materna, di poter riscontrare importanti malattie perché c'è un buco vaccinale molto grande''.

Quindi l'auspicio, da parte del ministro, che vi sia però ''una maggiore sensibilità da parte dei genitori e dei cittadini al problema, che si rendano conto che il problema esiste ed è un pericolo per i propri figli. Ricordiamoci sempre perché una regione come l'Emilia è arrivata a quel punto: ci sono bambini - ha detto Lorenzin - che non possono andare a scuola in questo momento perché non possono essere vaccinati. Noi proibiamo a quei bambini l'accesso alla scuola, credo che sia un fatto molto grave''. Intanto, è ancora atteso il nuovo Piano di prevenzione vaccinale 2014-16. La bozza del nuovo Piano, da oltre 10 mesi, ''rimbalza'' infatti tra Conferenza Stato-Regioni, ministero della Salute e ministero dell'Economia. La conseguenza è che varie Regioni si stanno orientando su nuovi calendari vaccinali, tutti diversi, che accentuano le difformità delle offerte delle vaccinazioni sul territorio. Ma all'ipotesi di un ritorno all'obbligo vaccinale si fa in realtà riferimento anche nella bozza del testo del nuovo piano vaccinale, approvata lo scorso novembre dalla Conferenza delle Regioni ma il cui esame è stato poi rinviato in conferenza Stato-Regioni: il divieto di iscrizione a scuola per i bambini non vaccinati, si legge, dovrà essere eventualmente regolato da una ''normativa aggiornata''.

La norma attuale, invece, prevede solo che se il certificato di vaccinazione non viene presentato, i bambini sono comunque ammessi alla scuola dell'obbligo.

Sanità pubblica
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