
Nei mesi scorsi è stato approvato il nuovo regolamento della privacy. È una svolta epocale.
Il nuovo regolamento della privacy rappresenta una svolta epocale, perché ribalta il concetto stesso di privacy, che, da obbligo burocratico, si trasforma in tutela dell'individuo.
L’inesorabile diffusione della tecnologia, tipica di questi anni, e l’affermazione dell’internazionalizzazione dei flussi di dati hanno aumentato sensibilmente il rischio di diminuire – e in alcuni casi perdere del tutto – il controllo degli individui sui propri dati. Il nuovo regolamento obbliga, invece, professionisti e imprese a trattare con la massima cura i dati degli utenti.
In tale rinnovato contesto, medici e farmacisti devono, dunque, prestare ancora maggiore attenzione, in quanto la sanità è particolarmente esposta, proprio per la delicatezza degli argomenti trattati. Ma ecco le principali novità:
I sistemi informatici devono essere calibrati e settati per ridurre al minimo il trattamento dei dati, passaggio che ovviamente non esclude l'obbligo dell'informativa e del consenso. Tra le norme introdotte c'è il diritto all'oblio, un passaggio importante per la tutela del paziente. Il titolare e il responsabile hanno l'obbligo di analizzare preventivamente i rischi e valutare l'impatto sulla privacy. Infine, il titolare deve nominare obbligatoriamente un Privacy Officer (una figura competente in materie giuridiche se munito di una certificazione secondo lo standard internazionale applicato in tutto il mondo ISO/IEC 17024:2008), quando si trattano dati sensibili (medici e farmacisti, come detto, sono particolarmente coinvolti).
Rilevanti le sanzioni: possono arrivare al 4% del fatturato annuo, per cui appare evidente quanto sia importante tutelarsi in tempo.
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