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Privacy: attenzione alle sanzioni per medici e operatori sanitari

Nei mesi scorsi è stato approvato il nuovo regolamento della privacy. È una svolta epocale.
Professione

Il nuovo regolamento della privacy rappresenta una svolta epocale, perché ribalta il concetto stesso di privacy, che, da obbligo burocratico, si trasforma in tutela dell'individuo.

L’inesorabile diffusione della tecnologia, tipica di questi anni, e l’affermazione dell’internazionalizzazione dei flussi di dati hanno aumentato sensibilmente il rischio di diminuire – e in alcuni casi perdere del tutto –  il controllo degli individui sui propri dati. Il nuovo regolamento obbliga, invece, professionisti e imprese a trattare con la massima cura i dati degli utenti.

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In tale rinnovato contesto, medici e farmacisti devono, dunque, prestare ancora maggiore attenzione, in quanto la sanità è particolarmente esposta, proprio per la delicatezza degli argomenti trattati. Ma ecco le principali novità:

I sistemi informatici devono essere calibrati e settati per ridurre al minimo il trattamento dei dati, passaggio che ovviamente non esclude l'obbligo dell'informativa e del consenso. Tra le norme introdotte c'è il diritto all'oblio, un passaggio importante per la tutela del paziente. Il titolare e il responsabile hanno l'obbligo di analizzare preventivamente i rischi e valutare l'impatto sulla privacy. Infine, il titolare deve nominare obbligatoriamente un Privacy Officer (una figura competente in materie giuridiche se munito di una certificazione secondo lo standard internazionale applicato in tutto il mondo ISO/IEC 17024:2008), quando si trattano dati sensibili (medici e farmacisti, come detto, sono particolarmente coinvolti).

Rilevanti le sanzioni: possono arrivare al 4% del fatturato annuo, per cui appare evidente quanto sia importante tutelarsi in tempo.

Per testare il tuo livello di conoscenza sulla Privacy, clicca qui.

Per adempiere agli obblighi previsti dal Sistema di Adeguamento Normativa Privacy (SANP), clicca qui.

Professione
Commenti
CL
Carlo Angelo Lampignani
Ai pazienti fo...u...ca... della loro privacy, ai più interessa che siano esentati dal ticket e avere la ricettina! Anzi si lamentano da quando le ricette precompilate non si possono lasciare in corridoio ma devono ritirarle dal medico (per una falsa e inutile protezione della privacy)!! La privacy si viola per legge...da quando siamo obbligati a scrivere la diagnosi anche per chi ha esenzione per patologia (politici ignoranti -nel senso che ignorano quel che fanno- prima stabiliscono i codici segreti per le patologie e poi obbligano a scrivere la patologia che nascondono!!!!!!)
Rispondi
06/01/2017 12:08
SA
Salvatore Amato
Ma non è il contrario?: sono gli utenti che porgono il loro consenso automaticamente alla loro domanda di salute! Per me sono già troppe le scartoffie raccolte quotidianamente che poco hanno a che fare con il mio lavoro di tutela della salute e cura dei pazienti! S.A. MMG
Rispondi
29/12/2016 07:24
AP
Antonio Michele Pastorino
pensavo male ritenendo che il fondo fosse gia' stato toccato,qui siamo ormai oltre ogni piu' strana aspettativa,non commento oltre perche' non e' bello il turpiloquio su internet
Rispondi
25/11/2016 13:37
BT
Bruno Antonio Tuia
interessante e doveroso per i professionisti trattandosi di argomenti molto delicati e personali
Rispondi
04/11/2016 17:38

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