
Ma c'è un campanello d'allarme importante, finora però sottovalutato, che potrebbe aiutare a prevenire tale patologia: i disturbi pre-mestruali molto accentuati. A puntare i riflettori sul problema della depressione post-partum, che interessa circa il 10% della popolazione femminile sono gli effetti in occasione di un incontro a Berlino in tema di contraccezione per la presentazione della nuova pillola anticoncezionale a base di drospirenone. A chiarire il legame tra disturbi pre-mestruali e depressione post-partum è la direttrice del centro di ginecologia dell'ospedale San Raffaele Resnati Alesandra Graziottin. ''Ci sono donne che geneticamente - ha spiegato - risultano più sensibili a risentire in chiave depressiva della caduta dei livelli degli estrogeni, che si realizza maggiormente durante la fase delle mestruazioni, del parto e della menopausa''. La caduta degli estrogeni, infatti, ha proseguito l'esperta, ''determina un abbassamento della serotonina, il neurotrasmettitore 'principe' della regolazione del tono dell'umore, e la donna sviluppa così la depressione''. Quindi, ha avvertito Graziottin, tra le donne con una forte sindrome pre-mestruale, pari a circa il 60%, si ha una maggiore vulnerabilità a sviluppare questa patologia ed una su cinque di tale gruppo è da considerarsi a rischio per la depressione post-partum''. Concorda la ginecologa dell'università di Cagliari, Maria Paoletti: ''I disturbi pre-mestruali di tipo emozionale e dell'umore - ha rilevato - nel 25% delle donne sono di entità tale da rendere necessario l'intervento del medico ed esistono donne geneticamente predisposte a svilupparli; le stesse che saranno appunto più vulnerabili alla depressione post-partum''.

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