
Coinvolti 612 pazienti; focus su una nuova sostanza che sembra dare ottimi risultati nelle cure
E' ai nastri di partenza il primo studio italiano sulla neuroprotezione nel glaucoma, malattia cronica caratterizzata dal progressivo danneggiamento del nervo ottico e dalla conseguente alterazione del campo visivo, che solo in Italia colpisce circa un milione di persone. Lo studio sarà coordinato da Luciano Quaranta, Direttore del Centro per lo Studio del Glaucoma presso l'Università degli Studi di Brescia. L'annuncio è stato dato in occasione della Settimana Mondiale del Glaucoma che si è celebrata dal 12 al 18 marzo, nel corso di un Simposio svoltosi nell'ambito del I Congresso dell'Associazione Italiana Studio Glaucoma (AISG).
Lo studio durerà tre anni e coinvolgerà 612 pazienti e i 14 centri per il trattamento del glaucoma in tutta Italia.
Si tratta, spiega Quaranta, di una sostanza "simile ad una vitamina presente in molte cellule soprattutto a livello mitocondriale. Alcuni studi clinici hanno dimostrato che il Coenzima Q10 esercita un'attività neuroprotettiva ed è stato ampiamente studiato in varie forme di neurodegenerazione come la malattia di Parkinson, l'Alzheimer, la corea di Huntington e nella Sla". Oggi, conclude, "tale sostanza è riconosciuta dalla comunità scientifica come un possibile approccio nel contrastare i complessi meccanismi di danno causati dal glaucoma".
Fonte: ansa
Agisce anche sul trabecolato
La diagnosi è resa difficoltosa anche dagli attuali modelli sanitari del paese
È un 'nemico' subdolo perché nelle sue fasi iniziali è totalmente asintomatico e non è facile rilevarlo senza visite oculistiche periodiche
Grazie agli oltre 200 interventi all’anno il reparto di Oculistica dell’Ospedale Flegreo dell’ASL Napoli 2 Nord si pone come un punto di riferimento per il trattamento chirurgico del Glaucoma
Nuovi dati clinici rafforzano il ruolo della terapia genica nella maculopatia umida, con risultati positivi fino a 2 anni anche nei pazienti resistenti alle terapie standard.
La terapia genica RGX-314 mostra efficacia fino a 4 anni e apre alla possibilità di trattare la maculopatia umida con una sola iniezione intravitreale.
Nuova frontiera delle cure di patologie dell'endotelio corneale
Commenti