
Stimolazione magnetica transcranica cambia microbiota intestino
Per dimagrire occorre cervello, secondo una ricerca svoltasi al Policlinico San Donato in collaborazione con l'Istituto Galeazzi, entrambi IRCCS milanesi, presentata in questi giorni al 99/o Meeting della Endocrine Society a Orlando, Negli Stati Uniti. Lo studio dimostra per la prima volta, ma ancora su un limitato numero di soggetti obesi, l'efficacia della stimolazione magnetica transcranica profonda nel modificare i batteri intestinali, il cosiddetto 'microbiota', favorendo il calo ponderale dei pazienti. A condurlo è stato Livio Luzi, responsabile dell'Area di Endocrinologia e Malattie Metaboliche del San Donato, in collaborazione con Lorenzo Drago, responsabile del Laboratorio di analisi Chimico-Cliniche e Microbiologiche presso il Galeazzi e da tempo impegnato in studi sul microbiota.
La stimolazione magnetica transcranica profonda è una tecnica non invasiva in cui il paziente indossa una sorta di casco leggero che applica una sollecitazione elettromagnetica a differenti regioni del cervello.
E sono risultati migliorati diversi parametri ormonali e metabolici che hanno un ruolo chiave sia nella regolazione dello stimolo della fame, sia nella composizione del microbiota. "Una delle cause dell'obesità - commenta Luzi - può essere riconosciuta in una composizione sbilanciata del microbiota intestinale che influisce sul cervello causando segnali alterati relativamente alle sensazioni di appetito. Con questo studio abbiamo confermato l'esistenza di un asse intestino-cervello e, partendo dalla stimolazione cerebrale, abbiamo cercato di sfruttarlo per fornire una terapia innovativa dell'obesità, sicura e soprattutto non invasiva". Ma lo studio è preliminare e dovrà essere confermato in una popolazione più ampia.
fonte: ansa
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