
"Tutti i pazienti - affermano i neurologi - a tre anni dall'autotrapianto di staminali hanno visto migliorate le proprie condizioni. Di questi l'81% ha beneficiato di evidenti progressi misurati dalla scala di disabilità". Con queste premesse definite "incoraggianti" i ricercatori hanno deciso di intraprendere uno studio più ampio reclutando un maggior numero di malati di Sm. E confrontando i risultati ottenuti con le terapie tradizionali.
L'esperimento effettuato ha previsto il prelievo delle staminali del midollo, destinate al congelamento. Non prima però di averle trattate con farmaci per rimuovere i linfociti del sistema immunitario che, impazziti, attaccano le fibre nervose determinando la Sm.

Le ricerche pubblicate su Brain Sciences e Cortex utilizzano dati chirurgici e risonanza magnetica per approfondire la localizzazione delle funzioni cerebrali e l’organizzazione delle reti coinvolte nell’attenzione.



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