|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Scegli un Argomento
Scegli uno degli Argomenti da approfondire tra quelli più cliccati.
Non hai trovato nulla di tuo interesse? Cerca con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutti gli Argomenti facendo click su
Mostra Tutti
.
Scegli una Specializzazione
Clicca su una delle Specializzazioni per accedere a contenuti riguardanti esclusivamente la Specializzazione selezionata.
Non hai trovato la tua Specializzazione? Cercala con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutte le Specializzazioni facendo click su
Mostra Tutte
.
?

Neurochirurgia, due studi Neuromed mappano le funzioni cerebrali e le reti di connessione

Le ricerche pubblicate su Brain Sciences e Cortex utilizzano dati chirurgici e risonanza magnetica per approfondire la localizzazione delle funzioni cerebrali e l’organizzazione delle reti coinvolte nell’attenzione.
Neurologia

Le ricerche si basano sull’integrazione di tecniche di risonanza magnetica e informazioni raccolte durante gli interventi neurochirurgici, con l’obiettivo di sviluppare strumenti utili sia allo studio delle funzioni cerebrali sia alla pianificazione delle procedure chirurgiche.

Il lavoro pubblicato su Brain Sciences riguarda la corticotopografia, una procedura che consente di identificare e localizzare con precisione le aree cerebrali coinvolte in specifiche funzioni.

pubblicità

Durante gli interventi in awake surgery, il paziente rimane sveglio e il neurochirurgo utilizza stimolazioni elettriche di lieve intensità per individuare le regioni corticali responsabili di funzioni importanti, come il linguaggio. Questa mappatura permette di preservare le aree funzionali durante procedure, ad esempio per l’asportazione di tumori.

I ricercatori Neuromed hanno sviluppato un metodo per trasferire le informazioni raccolte durante la stimolazione chirurgica sulle ricostruzioni tridimensionali ottenute dalla risonanza magnetica preoperatoria. Il confronto tra immagini consente di identificare i punti stimolati attraverso riferimenti anatomici, come solchi, circonvoluzioni e vasi sanguigni.

Le coordinate individuate possono quindi essere riportate su un atlante cerebrale comune, rendendo le informazioni raccolte durante gli interventi utilizzabili anche per successive analisi scientifiche.

Il secondo studio, pubblicato su Cortex, analizza invece il funzionamento delle reti cerebrali attraverso la risonanza magnetica funzionale a riposo.

La ricerca ha riguardato un paziente sottoposto a intervento per un glioma frontale destro, che ha sviluppato temporaneamente un neglect spaziale, un disturbo caratterizzato dalla difficoltà a prestare attenzione agli stimoli presenti su un lato dello spazio circostante.

I ricercatori hanno confrontato le immagini funzionali ottenute prima dell'intervento e 15 giorni dopo, utilizzando come riferimento anche i dati di 20 persone sane.

L’analisi ha evidenzienziato un’alterazione nell’organizzazione delle reti cerebrali, particolarmente evidente nei circuiti coinvolti nell’orientamento dell’attenzione. Il risultato suggerisce che un danno localizzato possa influenzare anche regioni cerebrali distanti, attraverso le connessioni che le mettono in comunicazione.

I due lavori affrontano quindi livelli differenti dell’organizzazione cerebrale: da una parte la localizzazione delle aree coinvolte nelle singole funzioni, dall’altra l’analisi delle reti attraverso cui queste regioni interagiscono.

Secondo Marco Ciavarro, neuropsicologo del Neuromed e ultimo firmatario delle pubblicazioni, integrare queste informazioni può contribuire a una conoscenza più approfondita del funzionamento del cervello e allo sviluppo di strumenti utili alla ricerca e alla pianificazione neurochirurgica.

L’esperienza clinica diventa così una fonte di dati per la ricerca traslazionale. Le informazioni raccolte durante gli interventi possono essere condivise e utilizzate per costruire mappe funzionali più precise, con l’obiettivo di contribuire, nel tempo, al miglioramento delle conoscenze e delle pratiche neurochirurgiche.

Neurologia
Commenti

I Correlati

Scoperto il gene GIT1 che causa una nuova sindrome del neurosviluppo
Ricerca
Leggimi

Ultime News

Siamo oltre 250.000 medici: aggiornati e informati.

Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.