
Il richiamo del presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla centralità del Servizio sanitario nazionale diventa, per ANAAO ASSOMED, un appello al Governo affinché la prossima legge di Bilancio destini risorse concrete ai professionisti della sanità pubblica. Il segretario nazionale del sindacato, Pierino Di Silverio, chiede interventi sulle retribuzioni, sulla valorizzazione del lavoro ospedaliero e sul riconoscimento dei dirigenti sanitari, avvertendo che, in assenza di risposte, la reazione sindacale sarà "immediata e ferma". La richiesta è che il finanziamento della sanità non si limiti alle strutture e alle tecnologie, ma affronti le condizioni di lavoro di chi garantisce quotidianamente l'assistenza.
L'intervento prende le mosse dalle parole pronunciate dal Capo dello Stato in occasione dell'apertura del Festival delle Regioni e Province autonome. Mattarella ha individuato nel Servizio sanitario nazionale "un campo di assoluta priorità", richiamando la definizione di "uno dei grandi patrimoni della Repubblica" e di "uno dei sistemi universalistici di maggior valore". Il Presidente ha inoltre sottolineato come questa valutazione sia condivisa dalla grande maggioranza dei cittadini, consapevoli della necessità di preservare e sviluppare uno strumento fondamentale per assicurare il diritto alla salute garantito dalla Costituzione.
Il riferimento del Quirinale colloca la tutela del SSN tra le responsabilità fondamentali delle istituzioni, al di là delle scelte contingenti della politica economica. È proprio su questo principio che ANAAO ASSOMED costruisce la propria richiesta di intervento, sostenendo che il riconoscimento del valore della sanità pubblica debba trovare una traduzione concreta nelle decisioni di bilancio.
Di Silverio: "Le parole, da sole, purtroppo non curano"
"Ringraziamo il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per aver ricordato, ancora una volta e con la forza delle istituzioni, che il Servizio sanitario nazionale è uno dei grandi patrimoni della Repubblica e uno strumento fondamentale per garantire il diritto alla salute sancito dalla Costituzione. Parole che sottoscriviamo. Ma le parole, da sole, purtroppo non curano", afferma Di Silverio.
Il segretario nazionale ANAAO riconosce le difficoltà della finanza pubblica, segnate dalle tensioni internazionali e dai vincoli di bilancio, ma teme che queste condizioni possano portare a ridimensionare gli interventi sulla sanità. Secondo il sindacato, le difficoltà di accesso alle prestazioni e la pressione sulle strutture pubbliche rendono necessario considerare il finanziamento del SSN non come una spesa rinviabile, ma come una condizione essenziale per garantire la coesione sociale e la tutela dei cittadini più fragili.
"La sanità pubblica non è una voce di spesa tra le altre: è il collante che tiene unito il Paese", sostiene Di Silverio, collegando il tema delle risorse alle liste d'attesa e alla rinuncia alle cure. La preoccupazione del sindacato è che un finanziamento insufficiente finisca per aggravare le difficoltà di accesso all'assistenza, accentuando le conseguenze delle disuguaglianze economiche e territoriali.
Retribuzioni e condizioni di lavoro al centro delle richieste
Per ANAAO ASSOMED, il primo investimento necessario riguarda il personale. Di Silverio sottolinea che le risorse disponibili devono essere utilizzate per sostenere i professionisti che assicurano la continuità dell'assistenza negli ospedali, nei pronto soccorso e nei servizi sanitari. "Siamo consapevoli che le risorse sono poche, ma proprio per questo vanno spese bene, investendo su chi il sistema lo tiene in piedi ogni giorno, ogni notte, nei giorni festivi, nei pronto soccorso e nelle corsie: i medici e i dirigenti sanitari", afferma.
Il sindacato chiede un aumento reale delle retribuzioni, capace di recuperare almeno la perdita di potere d'acquisto determinata dall'inflazione, insieme a un piano di valorizzazione del lavoro ospedaliero che contrasti l'abbandono del servizio pubblico a favore del settore privato o delle opportunità professionali all'estero. A queste richieste si aggiunge il riconoscimento della pari dignità dei dirigenti sanitari, che secondo Anaao vengono troppo spesso trascurati nelle decisioni di finanziamento.
Il problema, nella valutazione di Di Silverio, non riguarda soltanto gli stipendi. L'aumento dei carichi assistenziali e delle responsabilità, accompagnato dal deterioramento delle condizioni di lavoro, rischia di compromettere la capacità del sistema pubblico di trattenere i professionisti. "In questi anni il potere d'acquisto delle nostre retribuzioni si è eroso in modo significativo, mentre carichi di lavoro e responsabilità sono cresciuti. Non si tratta di rivendicazioni corporative: si tratta di dignità professionale e della tenuta stessa del Servizio sanitario nazionale", osserva.
Il personale come condizione per rendere operative le riforme
La posizione di ANAAO si inserisce nel confronto sulle risorse necessarie per sostenere il funzionamento del SSN e completare gli investimenti programmati. La realizzazione di nuove strutture, il rafforzamento dell'assistenza territoriale e l'introduzione di tecnologie sanitarie richiedono infatti professionisti in numero adeguato e condizioni di lavoro capaci di garantire continuità ai servizi.
"Senza professionisti non ci sono cure, e senza cure il diritto alla salute resta scritto sulla carta. Non esiste riforma, non esiste investimento in tecnologia o in nuove strutture che possa funzionare se negli ospedali mancano le persone, o se quelle che restano sono stanche, demotivate e pronte ad andarsene", avverte Di Silverio.
È su questo rapporto tra investimenti e capacità effettiva di erogare assistenza che il sindacato chiede di valutare le scelte della manovra. Le risorse destinate al personale, secondo ANAAO, non rappresentano soltanto una risposta alle rivendicazioni professionali, ma una componente indispensabile della sostenibilità del sistema sanitario pubblico.
Il segretario nazionale conclude richiamando nuovamente le parole di Mattarella e la responsabilità delle istituzioni nel difendere il carattere universalistico del SSN. "Il Presidente Mattarella ha chiesto di fare sistema. Noi siamo pronti, come lo siamo sempre stati. Ma fare sistema significa anche riconoscere chi il sistema lo regge", afferma Di Silverio, chiedendo risposte già nella prossima legge di Bilancio.
Il sindacato lega infine le proprie richieste alla possibilità di una mobilitazione, qualora gli interventi attesi non trovassero spazio nella manovra. "Ci aspettiamo risposte, non l'ennesima delusione. La sanità pubblica è una priorità assoluta: è il momento di dimostrarlo con i fatti, a partire dai professionisti che ogni giorno la rendono possibile. Se le nostre proposte non verranno accolte, la risposta del sindacato sarà immediata e ferma", conclude Di Silverio.




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