
L'età del medico che ci cura potrebbe fare la differenza per la nostra salute: essere curati in ospedale da medici over-60, infatti, potrebbe essere associato a maggior rischio di morte rispetto a quando si riceve assistenza da medici più giovani, a parità di problematiche dei pazienti. Lo suggerisce uno studio "osservazionale" pubblicato sul British Medical Journal e condotto da Yusuke Tsugawa della Harvard Chan School of Public Health in Boston.
Avere un elevato volume di pazienti, però, annulla ogni differenza di esito delle cure associata all'età del medico curante.
È emerso che il tasso di mortalità a 30 giorni dal ricovero era del 10,8% per pazienti seguiti da medici under-40, dell'11,1% per pazienti seguiti da medici di 40-49 anni, dell'11,3% per pazienti assistiti da medici di 50-59 anni, del 12,1% per pazienti assistiti da medici di 60 anni o più di 60 anni. Da questi valori i ricercatori stimano che di 77 pazienti trattati da medici di 60 anni o oltre, ne morirebbe (a 30 giorni dal ricovero) uno in meno se gli stessi pazienti fossero assistiti tutti da medici under-40.
Anche se lo studio non è sufficiente a individuare una correlazione di causa ed effetto tra età del medico e rischio di morte, gli autori del lavoro concludono che "all'interno dello stesso ospedale pazienti trattati da medici più 'anziani' hanno una mortalità più alta di pazienti seguiti da medici giovani", fatta eccezione per medici che hanno un elevato volume di pazienti per i quali il fattore età si annulla.
Fonte: british medical, ansa




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