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Farmaci sul bersaglio giusto modellando minuscole navette

La forma rende più efficiente il rilascio nell'organismo
Farmaci

La possibilità di rilascio di un farmaco solo su un organo bersaglio, evitando il contatto con altre aree dell'organismo: è una delle scommesse attuali e future della medicina di precisione, che per trasportare il principio attivo sull'organo malato si avvale di 'nanovettori', cioè navette piccolissime la cui dimensione è dell'ordine dei nanometri (milionesimi di millimetro). Oggi si è scoperto che la loro forma geometrica e la dimensione sono fattori fondamentali per migliorare l'efficienza del trasporto del farmaco, il suo accumulo nell'organo bersaglio e anche la sua persistenza nell' organismo. Quindi per migliorare la terapia.

Questa scoperta nel campo della nanomedicina e della diagnostica per immagini è il frutto di una collaborazione tra il dipartimento di Biochimica e Farmacologia dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, il 'Centro di Interazione Bio-Nano' dell'University College di Dublino e il gruppo di Biofotonica dell'Università di Marburgo. I risultati di questo studio, finanziato dall'Unione Europea e pubblicato sulla rivista ACSNano, mostrano che, modificazioni minime nel diametro, nella forma o addirittura nella regolarità della superficie esterna (rugosità) del nanovettore possono influenzare significativamente l'accumulo di farmaco in un organo specifico, la sua persistenza nell'organismo, l' escrezione e il rilascio. Ad esempio, è stato osservato che le nanoparticelle a forma di stella, ma non quelle a forma sferica o cilindrica, si accumulano selettivamente nei polmoni.

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"Il presente studio - commenta Paolo Bigini, Responsabile dell'Unità di Nanobiologia del 'Mario Negri' e coordinatore del progetto - si è focalizzato sul comportamento di nanoparticelle d'oro di differente forma o dimensione dopo somministrazione sistemica nel topo, monitorando parametri estremamente importanti quali l'accumulo in organi filtro, il passaggio di barriere biologiche e il modo di smaltimento". "Sebbene ci sia ancora molta strada da percorrere - aggiunge Mario Salmona, Responsabile del Dipartimento di Biochimica e Farmacologia Molecolare dell'Istituto -, questo studio rappresenta un importante riferimento verso lo sviluppo di nanovettori intelligenti, in grado di raggiungere un organo bersaglio e rilasciare il farmaco di interesse".

Fonte: ansa

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