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La malnutrizione colpisce un malato oncologico su tre

E' una malattia nella malattia che diminuisce l'efficacia delle cure
Oncologia

Vera e propria malattia nella malattia, di malnutrizione ne soffre un malato di tumore su tre.   Al punto che, se in Italia ci sono ogni anno 180mila decessi per cancro, di questi circa 35 mila sono dovuti a una nutrizione inadeguata. Non assorbire la giusta quantità di calorie, fibre, vitamine e proteine, rallenta infatti la guarigione e allunga la durata dei ricoveri. Di qui l'importanza estendere l'utilizzo della nutrizione clinica come terapia di supporto per le cure neoplastiche. Questo uno degli temi affrontati durante la presentazione del 10/mo Rapporto sulla condizione assistenziale dei malati oncologici, che si è svolta oggi in Senato.   "Nonostante questi numeri - spiega Francesco De Lorenzo, presidente della Federazione Italiana Delle Associazioni Di Volontariato In Oncologi (FAVO) - la consapevolezza del problema è ancora scarsa, sia tra gli operatori sanitari che tra i pazienti. Eppure, un'adeguata nutrizione clinica avrebbe un favorevole impatto sulla qualità di vita di questi pazienti e sulla spesa sanitaria".

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I malati che hanno perso molto peso o molta massa muscolare infatti, prosegue, "hanno probabilità più elevata di abbandonare chemio e radioterapia, e ne tollerano peggio gli eventi avversi". E persino l'efficacia del trattamento chirurgico può essere inficiata dallo stato di malnutrizione, che provoca un aumento delle complicanze postoperatorie e mortalità. Di qui il lavoro portato avanti negli ultimi anni dalla FAVO che, in collaborazione con Società Italiana di Nutrizione Artificiale (Sinpe) e l'Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom), ha pubblicato una "Carta dei diritti nutrizionali del paziente" e contribuito a mettere a punto le "Linee di indirizzo sui percorsi nutrizionali nei pazienti oncologici". Fondamentale in quest'ottica è lo screening nutrizionale obbligatorio al momento del primo accesso del paziente in ospedale. Questa indicazione, conclude De Lorenzo, "dovrebbe essere considerata necessaria e prevedere l'impiego di strumenti di misura specifici, concordati con i medici nutrizionisti".

Oncologia
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