
Farmaci e terapia genica possono imitarne i benefici sui topi
L'esercizio fisico favorisce la nascita di nuove cellule cerebrali nell'area in cui sono 'conservati' i ricordi e le aiuta a contrastare gli effetti dell'Alzheimer. A studiare in che modo fare attività migliori i sintomi della malattia è uno studio pubblicato sulla rivista Science. La neurogenesi, ovvero la produzione di nuovi neuroni, avviene nell'ippocampo e il team del Massachusetts General Hospital, negli Usa, ha studiato come la compromissione di questo processo contribuisca alla perdita della funzione cognitiva. Hanno così dimostrato che la neurogenesi può essere indotta sia dall'esercizio fisico, sia dal trattamento con farmaci, sia dalla terapia genica. Ma hanno visto anche che i suoi benefici vengono contrastati dall'infiammazione indotta dall'Alzheimer.
Tuttavia, i test comportamentali su topi con Alzheimer in cui la neurogensi era stata indotta dall'esercizio fisico mostravano migliori prestazioni cognitive mentre i benefici erano limitati per gli animali nei quali era stata indotta farmacologicamente e geneticamente.
fonte: science
Accordo passato in Conferenza Stato-Regioni. Prevenzione e benessere al centro, ma servono criteri e valutazioni.
Valore terapeutico, sostenibilità e priorità cliniche: le scelte che definiranno l’agenda dell’Agenzia
Il Prof. Cristian Ripoli ottiene il Mid Career Award 2025 per finanziare ricerche su nuove terapie per combattere l’Alzheimer.
Un nuovo approccio poco invasivo permette di rilevare l’Alzheimer analizzando semplici biomarcatori, semplificando la diagnosi precoce della malattia.
Commenti