
L'avvio delle indagini dopo la denuncia da parte del Codacons
"Dopo la Corte dei Conti, anche la magistratura penale ha deciso di vederci chiaro sul rapporto tra medici e case farmaceutiche. La procura di Genova, a seguito dell' esposto del Codacons e delle pressioni della Corte dei Conti della Liguria, ha aperto un fascicolo sulla denuncia presentata dall' associazione consumatori, indagando per la possibile fattispecie di comparaggio". Lo comunica il Codacons che, attraverso il suo presidente Carlo Rienzi, "nell' ottica di una totale trasparenza in favore degli utenti della sanità", chiede anche "alle altre Corti dei Conti regionali e alle procure di tutta Italia di seguire l' esempio della Liguria e aprire analoghe indagini sul territorio".
L' associazione ricorda di avere pubblicato a marzo sul proprio sito Internet "un corposo dossier contenente l' elenco dei 32.623 tra medici, Fondazioni e ospedali che, tra il 2015 e il 2017, hanno percepito in Italia complessivamente 163.
La richiesta del Codacons - si ricorda in una nota - era appunto di "verificare se i finanziamenti incassati dai medici da parte delle società del farmaco avessero avuto effetti sul fronte delle prescrizioni di medicinali, anche in considerazione di uno studio scientifico americano che ha dimostrato l' aumento delle prescrizioni in favore di farmaci prodotti dalle aziende farmaceutiche che avevano erogato finanziamenti ai camici bianchi".
Tre mesi fa è stato approvato il sunshine act, il provvedimento che rende trasparenti i finanziamenti da parte delle case farmaceutiche. Secondo il testo le imprese produttrici dovranno rendere pubbliche tutte le transazioni finanziarie (convenzioni e erogazioni in denaro, beni, servizi o altre utilita') con un valore unitario maggiore di 50 euro o un valore complessivo annuo maggiore di 500 euro effettuate verso un soggetto che opera nel settore della salute.
Quando le transazioni finanziarie sono a favore delle organizzazioni sanitarie, l' obbligo di comunicazione scatta per un valore unitario maggiore di 500 euro o un valore complessivo annuo maggiore di 2.500 euro. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del provvedimento, dovra' essere istituto nel sito internet istituzionale del ministero della salute il registro pubblico telematico denominato 'Sanita' trasparente' dove saranno pubblicati, in distinte sezioni, tutti i dati risultanti da tali comunicazioni. Nell' ipotesi, infine, in cui siano fornite dall' impresa produttrice notizie false nelle comunicazioni si applica la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da 5.000 a 100.000 euro.
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