Maternità surrogata: ecco la proposta, ma è subito polemica

Ginecologia | Redazione DottNet | 21/06/2019 16:36

Ass. Coscioni, ora in tribunale; ogni anno 100 donne all'estero

Problemi ai reni o al cuore, malattie autoimmuni, tumore dell'utero, malformazioni, casi gravi di endometriosi: sono circa 10mila, in Italia, le donne che, pur se fertili, hanno condizioni di salute che impediscono di portare avanti una gravidanza. E circa 100 di loro ogni anno vanno a cercare all'estero quello che in Italia non possono avere: una maternità surrogata. Per regolamentare nel nostro Paese questa pratica medica, arriva, tra le polemiche, una proposta di legge sulla Gestazione per altri solidale. A presentarla, presso la sede della Cgil nazionale, le associazioni 'Luca Coscioni', 'Certi Diritti' e 'Famiglie Arcobaleno'. Mentre, in attesa di una legge, la questione arriverà intanto in Tribunale.  No allo sfruttamento e alla commercializzazione, sì alla sicurezza: questi i punti cardine del testo, composto da 8 articoli, scritto per normare la fecondazione assistita che utilizza il grembo di una donna diversa da quella che diventerà mamma.
"Viene impropriamente definito 'utero in affitto', ma si chiama 'gestazione per altri': non si tratta di un mercimonio, ma di una terapia, oggi riservata a pochissime coppie che riescono a ottenerla, a costi altissimi, in Paesi come Ucraina, Grecia, Stati Uniti", spiega Filomena Gallo, segretario dell'Associazione Coscioni. La proposta ammette la maternità per altri ai soli fini solidaristici e prevede una serie di tutele volte ad assicurare che le parti ricevano un adeguato monitoraggio medico e siano consapevoli della reciproca situazione. I minori nati acquisirebbero, sin dal trasferimento in utero dell'embrione, lo status di figli legittimi dei nuovi genitori, a cui spetterebbe l'obbligo di copertura dei costi gestazione e parto.  Sul delicato tema anche l'Ufficio Nuovi Diritti della Cgil ha aperto un confronto con tutte le realtà coinvolte, ma a stoppare le polemiche che hanno anticipato il convegno ospitato presso la sede della Cgil nazionale, è lo stesso segretario Maurizio Landini.
"La Cgil è interessata a confrontarsi con tutte le opinioni" ma "non promuove né appoggia alcuna legge di sostegno o di regolamentazione della maternità surrogata. Simili decisioni possono essere assunte solo dal nostro direttivo e ciò non è mai avvenuto". Intanto, a esser chiamato in causa sarà di nuovo un giudice, che dovrà esaminare il caso di Maria Sole, nata senza utero. "Procederemo per via legale, nel rispetto delle norme vigenti - annuncia l'avvocato Gallo -. La legge 40, infatti, vieta la commercializzazione di maternità surrogata, non la maternità solidale". In Italia, d'altronde, "c'è già un precedente autorizzato dal Tribunale di Roma nel 2002".

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