
Tra gli altri motivi crisi del rapporto medico-paziente (65%); crisi dei valori sociali (62%); eccessivo peso delle ragioni economiche sulle decisioni cliniche (60%)
La crisi della medicina e della figura del medico è reale. Si tratta di una condizione vissuta dalla quasi totalità degli intervistati (92.2%) dall' Ordine dei medici di Brescia. E i giovani medici tra i 25 ai 44 anni avvertono questa crisi con maggiore gravità (percezione condivisa dal 97,1%). Lo conferma un sondaggio dell' Omceo di Brescia, i cui risultati sono pubblicati sul sito della Federazione nazionale degli Ordini dei medici. "La nostra indagine - sottolinea l' Omceo Brescia - senza pretendere di analizzare esaustivamente la complessità della crisi, ha individuato alcune ragioni come elementi chiave alla sua origine", ritenute di massimo rilievo da più del 60% del campione.
C' è infine una parte degli intervistati (meno del 30% del campione) che punta il dito contro: ingerenza e difficoltà di interazione con le altre professioni sanitarie (30%); inadeguatezza del modello di medicina basato sulle evidenze, sulle linee guida e protocolli (21%); eccessiva ingerenza della tecnologia ed eccesso di innovazioni (20%). "Negli incontri finora realizzati dalla Federazione molto si è discusso del ruolo della deontologia medica con varie prospettive: da una necessaria ed aggiornata revisione, ad un completo e radicale ripensamento indispensabile per il nuovo paradigma di medico che alcuni propongono. I medici bresciani individuano due elementi fondamentali della deontologia: da un lato difendere l' agire del medico dall' eccessiva ingerenza dell' economia, della politica e dell' organizzazione dei servizi, dall' altro - conclude l' Omceo Brescia - continuare a definire il campo del lecito di fronte allo sviluppo della tecnica che rende possibile ciò che in passato non era (entrambi aspetti quindi molto importanti per oltre l' 82%% del campione)".
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