|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Scegli un Argomento
Scegli uno degli Argomenti da approfondire tra quelli più cliccati.
Non hai trovato nulla di tuo interesse? Cerca con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutti gli Argomenti facendo click su
Mostra Tutti
.
Scegli una Specializzazione
Clicca su una delle Specializzazioni per accedere a contenuti riguardanti esclusivamente la Specializzazione selezionata.
Non hai trovato la tua Specializzazione? Cercala con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutte le Specializzazioni facendo click su
Mostra Tutte
.
?

Approvato il Ddl: pene più severe a chi aggredisce un medico

Il via libera dal Senato, adesso il provvedimento passa alla Camera. Speranza, è la strada giusta. Violenze su 70% camici bianchi
Professione

Un inasprimento delle pene per chi si macchia del reato di aggressione ai medici e sanitari durante l'esercizio della professione sanitaria e procedibilità d'ufficio contro l'aggressore anche senza la querela della persona offesa. Sono le misure 'di svolta' per contrastare il crescente fenomeno della violenza contro il personale medico previste dal ddl per 'la sicurezza degli esercenti delle professioni sanitarie nell'esercizio delle loro funzioni', approvato dal Senato all'unanimità con 237 voti favorevoli (clicca qui per scaricare il testo completo). Il provvedimento passa ora alla Camera. "Gli episodi di violenza e le aggressioni a chi lavora nel mondo della sanità sono inaccettabili - ha subito commentato su Twitter il ministro della Salute, Roberto Speranza -. Oggi dal Senato è arrivata una prima importante risposta con il voto all'unanimità. È la strada giusta su cui continuare a lavorare".

Ecco cosa prevede nel dettaglio il testo di legge: l' articolo 1 prevede l' istituzione, presso il ministero della Salute, di un Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie. La definizione della durata, della composizione, delle modalità con le quali l' organismo riferisce sugli esiti della propria attività ai dicasteri interessati, sono demandate a un decreto del ministro della Salute, di concerto con i colleghi dell' Interno e dell' Economia e delle Finanze, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome, da emanarsi entro 3 mesi dalla data di entrata in vigore della legge.

pubblicità

L' Osservatorio dovrà essere composto da rappresentanti delle Regioni; un rappresentante dell' Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas); rappresentanti dei ministeri di Interno, Difesa, Giustizia e Lavoro e Politiche sociali; degli Ordini professionali interessati, delle organizzazioni di settore e delle associazioni di pazienti. L' organismo è istituito senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica e non prevede alcun rimborso o 'gettone' per la partecipazione. Inoltre, il ministro della Salute trasmette annualmente al Parlamento, entro il 31 marzo dell' anno successivo a quello di riferimento, una relazione sull' attività svolta dall' Osservatorio.

L' articolo 2 stabilisce pene aggravate per i casi di lesioni personali gravi o gravissime cagionate a personale esercente una professione sanitaria o socio-sanitaria o a incaricati di pubblico servizio, nell' atto o a causa dell' adempimento delle funzioni o del servizio presso strutture sanitarie o socio-sanitarie, pubbliche o private. In particolare, in sede redigente, a queste fattispecie sono state estese le pene aggravate previste per le corrispondenti ipotesi di lesione cagionate a un pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico in occasione di manifestazioni sportive. Gli aggressori rischiano quindi la reclusione da 4 a 10 anni per lesioni gravi e da 8 a 16 anni per lesioni gravissime, con un aggravamento di pena rispetto agli stessi reati (articolo 583 del Codice penale) puniti con il carcere da 3 a 7 anni per lesioni gravi e da 6 a 12 per quelle gravissime.

L' articolo 3 inserisce tra le circostanze aggravanti comuni del reato l' avere commesso il fatto con violenza o minaccia in danno degli esercenti le professioni sanitarie o socio-sanitarie nell' esercizio delle loro funzioni. L' articolo 4 - inserito in sede redigente - esclude i reati di percosse e lesione personale dall' ambito delle fattispecie punibili solo a querela della persona offesa.

Il ddl modifica inoltre il codice penale per estendere al personale socio-sanitario la disciplina relativa alle lesioni gravi arrecate a pubblico ufficiale.   Il provvedimento è stato a lungo sollecitato da medici e sindacati, tenendo conto dei numeri in crescita del fenomeno.  Dal tentativo di strangolamento fino a stupri o vere e proprie spedizioni punitive, ma anche parolacce e insulti, il 66% dei medici, ovvero quasi 7 su 10, dichiara di aver subito un'aggressione da parte dei pazienti.

Di questi, oltre due su tre sono stati aggrediti verbalmente, mentre la restante parte fisicamente. Questo quanto emerge dall'ultimo sondaggio condotto dal sindacato dei medici dirigenti Anaao Assomed. Le aree più a rischio sono la psichiatria e il pronto soccorso, ed i pericoli maggiori si corrono nel Mezzogiorno: arriva infatti al 72% nel Sud e nelle Isole il numero di medici che denuncia aggressioni, e sale all'80% tra chi, di loro, lavora nei pronto soccorso.  Quanto alle cause, i medici le attribuiscono a fattori socio-culturali, al definanziamento del Servizio Sanitario ed a carenze organizzative.  Con il ddl approvato, lo Stato "è più vicino a chi lavora", sottolineano i deputati del MoVimento 5 Stelle in commissione Affari sociali, e plaude al provvedimento anche la Fp-Cgil che però chiede ora "assunzioni e risorse". Dalla senatrice Paola Boldrini (Pd), inoltre, l'auspicio che "possa essere affrontato alla Camera, nell'ambito della nuova maggioranza, il tema imprescindibile dello stanziamento di risorse, visto che abbiamo purtroppo approvato un testo a invarianza finanziaria". A chiedere maggiori investimenti finalizzati è pure il senatore di Articolo Uno Vasco Errani

Professione
Commenti

I Correlati

Aggressioni ai sanitari, quasi 18mila casi: le nuove norme non bastano
Professione
Leggimi

Ultime News

Ti potrebbero interessare
Responsabilità medica, Sisto: la carenza di personale peserà sulla colpa
Professione
Responsabilità medica, Sisto: la carenza di personale peserà sulla colpa
La riforma della Gelli-Bianco introduce nuovi criteri per valutare l'operato sanitario. Risorse insufficienti, difficoltà cliniche ed emergenze entrano nell'accertamento della responsabilità.
La malattia nella medicina convenzionata: le regole dei contratti e le tutele dell'ENPAM
Professione
La malattia nella medicina convenzionata: le regole dei contratti e le tutele dell'ENPAM
Malattia e medicina convenzionata: cosa prevedono gli Accordi Collettivi Nazionali e quali tutele garantisce l’Enpam
Sanità regionalizzata, anche i sindacati rischiano di dividersi
Professione
Sanità regionalizzata, anche i sindacati rischiano di dividersi
Il caso SMI in Sardegna apre una questione nazionale: come conciliare le diverse esigenze territoriali con una rappresentanza unitaria dei medici?
Specializzandi in medicina: non solo studio, tutte le nuove possibilità
Professione
Specializzandi in medicina: non solo studio, tutte le nuove possibilità
Specializzazioni mediche: nuove deroghe ampliano le possibilità di svolgere attività professionali durante il percorso formativo, offrendo maggiore flessibilità ai medici specializzandi. Introduzione

Siamo oltre 250.000 medici: aggiornati e informati.

Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.