
"Solo a quel punto potremo esultare per qualcosa che sollecitiamo da anni e che ritengo debba presto essere estesa anche ad altre categorie a rischio"
"Abbiamo la prima meta' di una buona notizia, ora aspettiamo che arrivi l' altra meta'. Solo a quel punto potremo esultare per qualcosa che sollecitiamo da anni e che ritengo debba presto essere estesa anche ad altre categorie a rischio". Cosi' Silvestro Scotti nella duplice veste di segretario generale FIMMG e presidente dell' Ordine dei Medici di Napoli commentando l' approvazione in Senato del Ddl per la sicurezza degli operatori sanitari.
Essenziale sara' "non perdere lungo la strada alcuna delle prerogative di questo Disegno di legge. L' aggravio delle pene - dice il leader FIMMG - e' un aspetto importante, ma lo e' soprattutto la procedibilita' d' ufficio". "Ci aspettiamo - prosegue Scotti - che il Disegno di legge venga presto discusso alla Camera, per questo chiediamo un impegno forte del Presidente Fico. Siamo al cospetto di un' importante sfida di civilta' e, lo ribadisco, credo fermamente che il Legislatore debba guardare con altrettanta cura anche ad altri lavoratori che quotidianamente sono esposti al rischi di violenza. Chi lavora al servizio della collettivita' deve poter contare nell' esercizio delle sue funzioni su uno status paragonabile al Pubblico Ufficiale, e in considerazione delle grida di allarme che arrivano sulle stesse problematiche dagli operatori della scuola e da quelli dei trasporti forse e' il caso di rieducare quest' Italia ripartendo dai banchi di scuola con il ripristino di insegnamenti come l' educazione civica. Materie che facciano comprendere - conclude - cosa significa tutelare chi lavora per la comunita' civile, proposta sostenuta in questi giorni anche da un protocollo d' intesa tra Cittadinanzattiva e Miur".
Mentre i sindacati chiedono il rinnovo dei contratti, il privato accreditato avverte: senza Drg aggiornati e tetti di spesa rivisti, la sostenibilità è a rischio.
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"I medici, i dirigenti sanitari, gli infermieri le professioni sanitarie ex legge 43/2006, vogliono risposte, vogliono tornare ad essere il fulcro delle cure, vogliono continuare a curare, ma in sicurezza”
Testa: “Serve uno straordinario investimento nel territorio prima che della medicina di famiglia rimangano solo le ceneri.”
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