
Varati gli indirizzi per la progressiva assunzione di autonomia operativa e decisionale dei medici in formazione
Circa 2 mila medici specializzandi del quarto e quinto anno potranno progressivamente iniziare a prestare servizio autonomo negli ospedali lombardi. E' quanto prevede una delibera approvata questa mattina dalla giunta regionale e presentata in conferenza stampa dal presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e dall'assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera (nella foto). "Uno dei grossi problemi nei nostri ospedali - ha detto Gallera - è la mancanza di personale. Oggi, con questa delibera, la Lombardia dà una prima risposta concreta fornendo alle strutture sanitarie che fanno parte della rete formativa, indirizzi per la progressiva assunzione di autonomia operativa e decisionale dei medici in formazione specialistica (persone che hanno già fatto un corso di studio di 6 anni e altri 3 anni di specializzazione)".
Tra poche settimane, dunque, "2 mila specializzandi saranno molto più autonomi e operativi nelle corsie dei nostri ospedali.
L'autonomia operativa, è stato spiegato, è facoltativa per gli specializzandi e potrà essere attivata nei reparti, negli ambulatori e anche nei pronto soccorso. La delibera approvata oggi, ha specificato il direttore generale del Welfare Luigi Cajazzo, "prevede che gli specializzandi che sono nei nostri ospedali, a seguito di una valutazione congiunta del direttore della scuola di specialità e del direttore del reparto al quale sono assegnati, sentito il tutor e lo stesso specializzando, possono avere autonomia nello svolgimento di alcune attività mediche. Autonomia che sarà sempre esercitata sotto gli indirizzi del tutor, che non dovrà essere per forza presente quando lo specializzando compie l'atto medico ma deve essere sempre reperibile all'interno della struttura. Questo vuol dire che gli specializzandi non saranno contati ai fini delle dotazioni organiche ma dei cosiddetti 'requisiti di accreditamento': ad esempio, qualora lo specializzando dell'ultimo anno di chirurgia sia valutato in maniera positiva, potrà essere uno dei due medici della sala operatoria. È un modo per uniformarci agli standard europei". Alla conferenza stampa ha partecipato anche Gianvincenzo Zuccotti in qualità di presidente dell'Osservatorio regionale della formazione specialistica, che ha definito il provvedimento una "occasione per gli specializzandi, per l'utenza e per il sistema sanitario regionale e nazionale che è in forte sofferenza".
L'ultima presa di posizione dell'amministrazione Trump contro lo Iarc è solo l’ultima frattura tra due mondi sempre più lontani. Ora anche nelle politiche sanitarie.
Da Aiop e Regione nuova difesa dell’integrazione tra pubblico e privato come punto di forza del modello lombardo. Ma tra finanziamenti pubblici, accreditamenti e gestione delle criticità, resta aperto il tema della governance reale del sistema
Al via le domande per finanziamenti destinati a prima casa e studio. Focus su under 40 e professionisti con contratti non stabili.
Oltre 9mila pazienti coinvolti. FedEmo e istituzioni: molti centri reggono su pochi medici prossimi al pensionamento. Urgente rafforzare formazione e percorsi dedicati.
Il sindacato interviene nel dibattito sulle Case di Comunità e avverte le Regioni: i dirigenti medici e sanitari non possono essere spostati dagli ospedali alle nuove strutture territoriali con disposizioni unilaterali.
A due settimane dalla scadenza del PNRR, medici di famiglia e ospedalieri convergono sulla necessità di una soluzione condivisa.
Pubblicato l'accordo Stato-Regioni per il nuovo Piano pandemico 2025-2029. Risorse dedicate, monitoraggio centralizzato e cronoprogrammi regionali per la preparazione alle future emergenze.
Schillaci conferma l'obiettivo del 30 giugno per l'avvio delle Case di Comunità, Gemmato parla di accordo in fase di definizione. Bellantone definisce il legame tra ospedale e territorio.
Commenti