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Viale, il bimbo è meglio che muoia: al via procedimento disciplinare

Il ginecologo in riferimento al piccolo nato con una ittiosi e abbandonato ai genitori aveva lasciato i suoi commenti su Facebook
Professione

Il Dipartimento di Ostetricia e Ginecologia dell'ospedale Sant'Anna di Torino ha proposto l'avvio di un procedimento disciplinare nei confronti di Silvio Viale per "non conformità del comportamento" al Regolamento disciplinare e al Codice etico. Il riferimento è alle affermazioni del medico su Giovannino, il bimbo affetto da una rara malattia congenita, la Ittiosi Arlecchino, abbandonato dai genitori in ospedale. "Non ho fatto uscire io la notizia e non ho rivelato particolari riservati", si difende il medico. "In attesa degli sviluppi confermo parola per parola il senso complessivo dei miei post, in cui non vi è alcuna violazione della 'tutela della riservatezza' e vi è un profondo 'rispetto delle persone coinvolte e delle situazioni di sofferenza'. L'immagine dell'Azienda, qualunque essa sia per questa vicenda, non è stata da me danneggiata in alcun modo". Silvio Viale commenta così l'avvio del procedimento disciplinare, che gli è stato notificato oggi in relazione alla vicenda di Giovannino, il bimbo gravemente malato abbandonato in ospedale

"Chiunque di noi, potendo conoscere la diagnosi durante la gravidanza, abortirebbe – aveva scritto sui social il ginecologo Silvio Viale, esponente dei Radicali - C'è da sperare che non sopravviva, mentre bisogna garantire un'assistenza adeguata per il periodo che dovesse sfuggire alla morte". Una posizione che il consigliere regionale Maurizio Marrone (FdI) aveva definito "disumana. E' la cultura della morte e dell'eugenetica, che non accettiamo trovi espressione nelle strutture sanitarie piemontesi". Marrone aveva anche annunciato un'interrogazione in Consiglio regionale: "la Regione chieda il deferimento di Viale all'Ordine dei Medici. Un bambino malato non può essere trattato come un pacco difettoso di Amazon da rendere al mittente".

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Un provvedimento che, scrive ancora Viale su Facebook dopo la decisione dell’ospedale, "è una cosa pretestuosa ma seria. Di fronte all'esplodere di commenti ingiusti, fuorvianti e colpevolizzanti verso i genitori - dice -, ho ritenuto fosse un dovere deontologico e umano intervenire sulle implicazioni di casi di questa gravità, anche in relazione al mio impegno politico nel campo dei diritti civili. In particolare - precisa - mi è sembrato doveroso correggere la fuga di notizie, che si trattasse di una fecondazione eterologa, circostanza falsa che veniva utilizzata per mettere ancora di più alla gogna i genitori e per articoli astiosi verso la fecondazione eterologa. Per fortuna - conclude - siamo in uno Stato di Diritto ed essere dipendente non cancella i diritti civili e io ho mantenuto, come sempre, distinto il medico dal politico".

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Commenti
GM
GIOVANNI MIGLIACCIO
E' deprecabile il comportamento del dr. Viale Non sono un ginecologo, ma so che ci sono degli interventi terapeutici che possono prolungare la sopravvivenza oltre il periodo post natale.Il medico, credente o non credente, deve "portare" vita e non morte, altrimenti quel medico che non condivide questo obbligo morale, può scegliere di fare il veterinario.
Rispondi
09/11/2019 06:33

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