
Studio su 122 persone con disturbo da shopping compulsivo
Giovani, che sperimentano una forte ansia e depressione e con un disturbo da shopping compulsivo più forte rispetto agli altri che ne soffrono. È questo l'identikit di coloro che hanno un serio problema con gli acquisti online, tracciato da uno studio dell'Hannover Medical School, pubblicato su Comprehensive Psychiatry. Lo studio ha esaminato 122 persone con disturbo da shopping compulsivo, un terzo delle quali con sintomi derivanti da un problema sviluppato online. Per gli studiosi è arrivato il momento di riconoscere il disturbo da shopping compulsivo come una condizione di salute mentale a parte, perché rientra tra gli "altri disturbi specifici del controllo degli impulsi" nell'undicesima revisione recentemente rilasciata della classificazione internazionale delle malattie, e individuare le specificità della problematica online.
Il disturbo da shopping compulsivo colpisce una persona su 20, il 5%. È caratterizzato da estrema preoccupazione e desiderio di acquistare. Chi ne è colpito compra più cose di quanto possa permettersi, o di cui possa avere bisogno e che riesca a utilizzare. Gli acquisti in eccesso servono a regolare le emozioni, per ottenere piacere o sollievo da sentimenti negativi. A lungo termine, il crollo dell'autocontrollo porta invece a estremo disagio, discordie in famiglia, indebitamento per potersi permettere spese continue nonostante le finanze insufficienti. Poiché l'e-commerce ha guadagnato crescente popolarità, si è creata la necessità di scoprire se il disturbo tradizionale si manifesti in modo diverso online. Internet offre infatti un accesso simultaneo a molti negozi, soddisfacendo le aspettative di ricompensa immediata e miglioramento dello stato emotivo. Precedenti studi hanno mostrato che alcuni aspetti relativi all'acquisto online, come disponibilità, anonimato, accessibilità e convenienza, contribuiscono allo sviluppo di un sottotipo specifico del disturbo.
Le società scientifiche riunite a Cagliari richiamano il valore della diagnosi precoce nei disturbi del neurosviluppo e della continuità di cura tra adolescenza ed età adulta
Lo psichiatra, "ma la vacanza non sia un banco di prova delle proprie paure"
Cnop richiama il rapporto del Ministero: oltre 840mila assistiti e bisogni in crescita. La richiesta è rendere strutturale la psicologia di assistenza primaria
Oltre 18mila aggressioni in un anno: lo studio è solido, individua cause e propone soluzioni. Ma permangono alcuni limiti operativi
Lo yoga accelera il recupero dall’astinenza da oppioidi e migliora dolore, sonno, ansia e variabilità della frequenza cardiaca.
Un’app basata sulla terapia cognitivo-comportamentale promette di ridurre l’ansia: uno studio mostra risultati positivi nel 71% dei casi.
Lo psichiatra, "ma la vacanza non sia un banco di prova delle proprie paure"
Un innovativo farmaco oppioide, il DFNZ, si rivela efficace nel trattamento del dolore senza causare dipendenza, secondo uno studio pubblicato su Nature.
Commenti